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E-commerce 2020 in Italia: i trend quantitativi e qualitativi nell’anno del Covid19

Lo scorso 13 ottobre si è tenuto il consueto convegno dedicato all’analisi del mercato e-commerce in Italia e nel mondo, a cura dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano e del consorzio Netcomm.
L’analisi riporta alcuni importanti dati quantitativi sulle tendenze dei settori nel 2020 e osservazioni qualitative sulle nuove abitudini digitali dei consumatori nell’anno dell’epidemia di Covid19 e del lockdown.
Queste analisi sono importantissime soprattutto per le imprese che vogliono comprendere meglio le dinamiche del canale online e utilizzarlo al meglio per le proprie future strategie di crescita.

Il mercato delle vendite online in Italia nel 2020

La stima del mercato online in Italia per l’anno 2020 è di 30,6 miliardi di euro, risultato di una lieve regressione (-3%) rispetto al 2019.
La causa di questo trend, dopo anni di crescita a due cifre, risiede nella crisi delle vendite di servizi: biglietti aerei, viaggi, tickets per eventi e concerti in primis.
Il settore dei servizi ha subito, nel 2020, un tracollo di oltre il 40% rispetto al 2019.
Le vendite di prodotti, invece, sono aumentate di oltre il 30%, con crescite importanti nei principali settori: informatica ed elettronica di consumo, abbigliamento, arredamento, beauty ma soprattutto food & grocery (comparto formato dalla vendita di prodotti alimentari ma anche dai servizi di delivery da parte di ristoranti e fast food).
Quest’ultimo settore ha registrato nel 2020 quasi un raddoppio del valore delle vendite.
Un altro dato da sottolineare è che oltre la metà degli acquisti online viene fatta da smartphone.

Nuove abitudini dei consumatori

La pandemia ha avvicinato tanti nuovi consumatori all’e-commerce di prodotto, specialmente beni di largo consumo (alimentari, prodotti per la casa) e per lo smartworking (notebook, stampanti) e ha agito positivamente sulla frequenza di spesa degli acquirenti online già acquisiti.
Fino a pochi anni fa la leva principale su cui si basavano le vendite online era il prezzo. I consumatori acquistavano online per trovare offerte convenienti (soprattutto dopo l’arrivo in Italia di Amazon) o prodotti di nicchia, difficilmente reperibili nei negozi tradizionali.
Quest’anno, invece, i consumatori hanno dato peso anche alla componente dei servizi, premiando i siti in grado di consegnare in tempi rapidi, a casa o in punti di ritiro vicino al cliente, o di offrire forme di pagamento evolute (Apple Pay, Amazon Pay, Google Pay, rateizzazioni smart e altri prodotti fintech).

Riprogettare le strategie di vendita

Mai come quest’anno l’ecommerce ha svolto un ruolo determinante nella revisione delle strategie di vendita e di comunicazione delle aziende.
L’ecommerce non è più un fenomeno di nicchia, ma è diventato un canale di vendita accessibile ad oltre 20 milioni di consumatori italiani, un dato che le aziende non possono ignorare.
Si tratta di una opportunità che tutte le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni e dal loro core business, devono cogliere.

Dove agire?

Le principali aree di intervento delle nostre aziende dovrebbero essere:
– Sul fronte del prodotto: un potenziamento dell’offerta di prodotti online, in particolare di food e grocery. I consumatori manifestano ancora moltissima fiducia nei confronti dei negozi di prossimità: l’e-commerce rappresenterebbe un miglior servizio da parte di questi ultimi e non una sostituzione. A questo scopo potrebbe essere molto utile il ricorso ai marketplace, anche per una eventuale espansione all’estero

– Sul fronte del servizio: un miglioramento dei processi di User Experience, pensando in particolare a tutti i nuovi consumatori, non abituati a navigare e acquistare online

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