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09/09/2018

Artigianato e digitale: la trasformazione digitale a servizio dei mestieri e della tradizione

Artigianato e digitale rappresentano un binomio da prendere in seria considerazione.

Il settore dell’artigianato sta vivendo un ritrovato interesse e una rinascita culturale che ne confermano l’attualità e l’indispensabilità per l’economia italiana.

Lo confermano numerose iniziative, tra cui l’importante evento Homo Faber (www.homofaberevent.com) organizzato a Venezia dal 14 al 20 Settembre.

Riporto in particolare una frase molto eloquente pubblicata sul sito dell’evento: “Se la nostra società tecnologica ci spinge a muoverci sempre più velocemente, a consumare di più e pensare di meno, Homo Faber ci invita a rallentare, a riprendere fiato, a conoscere le persone con un approccio diverso. Il nostro mondo può solo trarre beneficio dal lavoro dei maestri artigiani, gli straordinari uomini e donne che, con le loro mani e la loro creatività, realizzano oggetti meravigliosi la cui bellezza dura nel tempo” (citazione).

Al centro della citazione spicca la frase “conoscere le persone in modo diverso” e cioè una delle tante possibili interpretazioni della trasformazione digitale.

La trasformazione digitale è infatti trasformazione culturale, rivoluzione nel modo di porsi, di conoscere e di farsi conoscere: significa quindi – tra le altre cose – introdurre tecnologie e strategie digitali all’interno del proprio core business per renderlo più solido, efficace, competitivo, garantendo qualità senza naturalmente perdere di vista abilità, competenze, storia e tradizione.

In questo momento storico la trasformazione digitale si presta particolarmente ad essere adottata da un settore che solo apparentemente potrebbe sembrarne distante: l’artigianato.

Le realizzazioni artigianali, fatte per lo più manualmente, pezzi unici, con materiali ricercati, incontrano il gusto di un pubblico molto vasto che spesso fatica a trovarle. Molte botteghe hanno un seguito di clienti storici spesso costruito grazie alla buona reputazione, ma potrebbero far conoscere le proprie opere ad un pubblico più vasto grazie ad un sito web, contenitore e cassa di risonanza delle loro opere, frutto delle loro competenze distintive e abilità.

Porto come esempio di sito web di un maestro dell’artigianato quello di Sandro Tiberi: www.sandrotiberi.com. Sandro Tiberti è esperto nell’Arte della fabbricazione della carta fatta a mano. Il suo sito contiene moltissimo materiale interessante, tra cui video del maestro all’opera. I contenuti del sito hanno un valore anche culturale, come spesso accade quando si assiste al lavoro dell’artigiano: aiutano a capire i processi del lavoro manuale, i tempi, i ritmi: anche questo è un modo per divulgare e tramandare la tradizione.

Purtroppo ancora oggi molti laboratori artigianali non dispongono di un sito web o, se lo hanno, non lo aggiornano e non ne sfruttano i vantaggi. Come purtroppo accade anche in altri comparti dell’economia, il sito web e l’adozione di strategie digitali per il business sono spesso considerati degli optional e non strumenti indispensabili, che non confliggono in nessun modo con il lavoro manuale e artistico degli artigiani.

In molte località turistiche italiane, dove chi visita il posto è spesso interessato a portare a casa anche un oggetto tipico del luogo, le botteghe artigiane sono ancora segnalate da cartelli stradali o da affissioni, molto raramente su Google Maps, che invece è ormai strumento di ricerca di servizi locali.

 

L’auspicio è che eventi come Homo Faber riportino l’attenzione non solo sul valore e sulla preziosità del mondo dell’artigianato, ma anche sulla opportunità da parte di esso di aprirsi sempre di più al cambiamento digitale.

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