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Le 3 principali differenze nella User Experience di siti B2B e B2C

In Italia si stanno finalmente sviluppando siti dedicati al canale B2B, canale di business dove il target è spesso orientato a sua volta alla rivendita di prodotti ai consumatori finali. E’ molto importante avere ben presenti le principali differenze esistenti tra i due canali quando si progetta un sito web.

I bisogni e gli obiettivi dei due tipi di utenti sono molto diversi e di conseguenza la User Experience.

1) Fase decisionale: il target business normalmente necessita di tempi lunghi e valutazioni ponderate e condivise prima di effettuare un acquisto. Nel B2C, invece, si punta proprio alla velocità, se non all’impulso d’acquisto, del consumatore.

Per questo motivo bisogna pensare a contenuti molto diversi a seconda del target: nel caso del B2B i visitatori hanno bisogno di tantissime informazioni ed eventualmente di poter contattare uno specialista (via chat o telefono) per ottenere ulteriori chiarimenti.

Questo target, infatti, ha ben presente quali sono le sue esigenze ma non sempre sa quali prodotti o servizi possono soddisfarle.

In un sito B2B si dà una buona Customer Experience quando si indirizza correttamente ciascun visitatore alle migliori soluzioni.

E’ quindi importante conoscere bene la relazione tra esigenze e prodotti e creare questo legame durante la navigazione. Per far questo sono molto utili contenuti ricchi come schede tecniche approfondite, guide all’acquisto, video, ebook, demo, recensioni, tabelle comparative, informazioni sulle compatibilità.

E’ molto utile rendere disponibile un configuratore, in modo da aiutare i visitatori a selezionare opportunamente i prodotti necessari a soddisfare i propri bisogni.

 

Poiché spesso la decisione d’acquisto spetta a più persone (rivenditore e suo cliente, team di progetto, management ecc) è molto utile dotare le schede tecniche di strumenti di condivisione (link a Facebook, Linkedin, Whatsapp, Mail)

 

2) Canale di vendita: nel B2C la vendita è diretta all’end user, mentre nel B2B possono essere necessari più passaggi: dal produttore, al rivenditore (o a più rivenditori concatenati), all’utilizzatore finale.

Il sito B2B deve parlare a tutti i livelli e considerare anche le esigenze dell’end user, come ad esempio fornendogli i manuali d’uso, le informazioni sulla garanzia, il supporto post vendita.

E’ molto utile inoltre riportare casi concreti di successo, in cui ciascun portatore di interesse possa riconoscersi. Condividere la propria esperienza con i futuri clienti aiuta inoltre a creare o a rafforzare la brand awareness evidenziando la professionalità di cui i clienti hanno bisogno.

 

3) L’importanza del servizio: molti prodotti venduti sul canale B2B sono prodotti complessi che richiedono servizi di configurazione, installazione e manutenzione. Mentre per un privato questa esigenza è piuttosto limitata (ad esempio nel caso dell’acquisto di elettrodomestici) pe i beni produttivi il servizio tecnico può diventare una leva indispensabile nella decisione d’acquisto. Non sempre è possibile pubblicare un listino prezzi unico: quando i servizi non sono standardizzati ma su misura è opportuno prevedere dei moduli “preventivo” che l’azienda invierà ai clienti interessati o l’apertura di chat o di chiamate skype (questo metodo è molto utile anche nelle interazioni B2C, si veda ad esempio la gestione del customer care da parte di Amazon).

 

b2b ux

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Come attirare nuovi clienti in 4 semplici mosse

Attirare nuovi clienti sul proprio sito web è fondamentale per mantenere una base di clientela continuativa e sempre più allargata
Ecco un semplice piano in 4 mosse adottato da un nostro cliente, operante nel mnodo dei traslochi, grazie al quale ha attirato in poco tempo nuovi clienti dal web:
1) attività keyword su Google = acquisto e posizionamento keyword legate all’attività caratteristica (traslochi); monitoraggio traffico dato l’obiettivo inziale di avere un trend di traffico in crescita
2) attività social su Facebook = sponsorizzazione annunci su profili rilevanti (in questo caso 25-55 anni, residenti in area Milano est, dove opera il nostro cliente)
3) tracciamento clienti provenienti da web: per monitorare la conversione delle visite sul suo sito in richieste di preventivo (e poi possibilmente richieste di trasloco) abbiamo inserito negli annunci un codice promo del valore del 5% sul preventivo. Esempio: codice SCONTOTRASLOCO. A coloro che chiamavano citando questo codice veniva applicato un extra 5%
4) passaparola: Promozione “presenta un amico”: per coloro che, oltre a richiedere un preventivo per sè stessi, presentavano un amico, veniva concesso un ulteriore sconto del 5%, valido per 12 mesi.
Il costo delle campagne varia naturalmente in base a quante keyword acquistate, per quanto tempo, o quanti profili Facebook raggiunti.
Siamo partiti da un budget di base, ad esempio 150€settimanali e, in un mese, il nostro cliente ha ricevuto 15 richieste di preventivo (di cui 8 trasformate in ordini) accompagnate dal codice promo, a testimonianza che il lead è arrivato dalla campagna web realizzata.
traslochi
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Costo di acquisizione del cliente (CAC): che cos’è e come si calcola

Il costo di acquisizione del cliente (CAC):è il prezzo che un’azienda deve pagare per acquisire nuovi clienti.

Nella sua formula più semplice può essere inteso come somma totale dei costi per acquisire clienti (comunicazione, agenti, promotori ecc) diviso numero totale dei clienti.

Spesso viene confuso con il CPA, ovvero il costo per azione, che invece rappresenta il costo da pagare per ogni azione intrapresa dai clienti, quindi anche quelli già acquisiti e tornano a fare transazioni.

L’importanza del CAC nell’e-commerce

Il costo di acquisizione di nuovi clienti rappresenta una delle più importanti metriche nell’e-commerce, insieme a ciclo di vita del cliente. Se gestisci vendite online, infatti, dovrai calcolare il ritorno dell’investimento (ROI) delle tue campagne marketing, non solo monitorando la conversione del traffico in ordini, ma anche avendo ben presente come tali ordini appartengano a clienti e come si comportano questi ultimi.

Il CAC, quindi, dovrà generare un valore legato al Ciclo di Vita del cliente:

l’obiettivo è quindi massimizzare questo rapporto:

Ciclo di vita del cliente (LTV)

—————————————————-

Costo di acquisizione del cliente (CAC)

Una campagna marketing è tanto più efficace quanto maggiore è questo rapporto.

 

L’obiettivo è quindi quello di definore campagne marketing scalabili (per non ricominciare sempre da capo e salvaguardare i risultati già acquisiti) che massimizzino il rapporto LTV:CAC.

Come calcolare il CAC per il tuo negozio online
La formula per calcolare il CAC è:

MCC + W + S + PS + O

—————————————

CA

Dove:

CAC = costo di acquisizione del cliente

MCC = Costo Campagne Marketing (in base

W = Wages marketing and sales (stipendi dei team di marketing e vendite)

S = costo del Software (piattaforma ecommerce, marketing automation, A/B Testing, Analytics ecc)

PS = Professional Services (consulenze di sviluppo e grafiche)

O = Other costs (altri costi).

CA = Total customers acquired = numero totale clienti acquisiti

 

calcolo cac

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Come redigere il budget per una azienda online

Il budget per una azienda online in 4 mosse deve tenere conto sia dei trend commerciali relativi alle categorie merceologiche in vendita che dei mezzi di attrazione del traffico sul proprio sito aziendale.

E’ necessario quindi che i target di product marketing e web marketing convergano ad un unico obiettivo condiviso: il budget di fatturato dell’anno.

La condivisione di un unico budget concordato sarà poi la base della indispensabile collaborazione tra le due strutture nel corso dell’anno.

 

Il budget del Product Marketing

Un’azienda che offre prodotti o servizi online deve porsi degli obiettivi di fatturato da raggiungere con le vendite dei prodotti del proprio catalogo.

Normalmente in un sito di e-commerce (così come in un negozio fisico, del resto) organizza i propri prodotti in categorie merceologiche.

La base di partenza per redigere un budget di un’azienda e-commerce, lato product marketing è la definizione del budget di categoria.

Per stabilire il target dell’anno bisogna considerare:

  • trend fatturato anno appena concluso rispetto a fatturato anno precedente
  • confronto di questo trend con trend mercato (adottando, ad esempio, una analisi di dati statistici come quelli offerti da GFK sui prodotti venduti nel canale retail): se la tua azienda vuole conquistarsi quote di mercato dovrà crescere più del mercato
  • marginalità minima sotto la quale non si vuole crescere: in mercati fortemente aggressivi, se si vuole salvaguardare la marginalità può rivelarsi opportuno accettare un rallentamento delle vendite
  • eventuale fatturato aggiuntivo portato da nuovi canali di vendita

 

Il budget del Web Marketing

Per il web marketing l’unità di riferimento è il mezzo di attrazione del traffico e quanto costa rispetto al fatturato generato. Per la precisione: è meglio rapportare il costo dei mezzi al valore degli ordini acquisiti, indipendentemente dal fatto che vadano – sperabilmente – a buon fine o vengano invece annullati. Quello che succede dopo che l’ordine è stato acquisito non è più responsabilità del mezzo.

In ogni caso anche il web marketing deve porsi degli obiettivi di traffico, da raggiungere attraverso diversi mezzi.

I più comuni sono:

  • motori di ricerca (primo fra tutti Google)
  • siti di comparazione prezzi (anche qui: Google Shopping  oppure Trovaprezzi)
  • marketiplace (Ebay, Amazon ecc)
  • affiliation partnership
  • retargeting
  • crm e attività di attrazione gratuita del traffico
  • link building
  • seo
  • e tanti altri ancora

Ogni mezzo ha un suo costo (per click, per sales) e normalmente un suo tasso di conversione medio da cui aspettarsi un determinato volume di ordini.

Partendo dalle disponibilità di investimenti in adv, il web marketing stimerà quanti ordini arriveranno da ogni mezzo e, di conseguenza, quanto fatturato.

Come conciliare i budget di product e web marketing

Il terzo step è la conciliazione dei due target per giungere ad un unico obiettivo comune.

Evidentemente sarà necessario negoziare e comprendere le ragioni di entrambe le parti. Il product marketing, tuttavia, deve considerare che i suoi risultati derivano, tra le altre cose, da quanto traffico viene portato dai vari mezzi.

E’ quindi opportuno che il product marketing adatti i propri obiettivi a ciascun mezzo, considerando anche come storicamente si sono comportate le proprie categorie

Controllo periodico dei risultati

Per controllare che l’impostazione dei budget sia corretta e funga da timone per la gestione commerciale, è importante stabilire dei momenti di confronto ed eventualmente adottare azioni correttive, sia sul fronte Product Marketing (maggiore aggressività prezzi, maggiore disponibilità merce ecc) sia sul fronte Web Marketing (aumento investimenti, introduzione nuovi mezzi ecc)

 

Una collaborazione regolare e volta verso un unico obiettivo è condizione indispensabile per avere un sito e-commerce di successo.

 

budget in 4 mosse

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Come l’e-commerce può favorire i programmi di loyalty

L’e-commerce può favorire i programmi di loyalty perchè può attrarre i consumatori fedeli e diventare un luogo in cui vengono spesi, ma anche accumulati, punti fedeltà di una azienda.

Ecco alcune operazioni preliminari per impostare un progetto di questo tipo:

 

  • Stabilire un moltiplicatore (legato a determinati comportamenti d’acquisto: tipo di prodotto acquistato, frequenza delle spese ecc). Esempio: 1€ di spesa dentro al portale, 10 punti fedeltà.

E’ necessario far prima delle simulazioni in modo che la spesa sia sostenibile, in particolare trovando, se possibile, produttori che finanzino la spesa stessa. Esempio: il produttore dei beni presenti sul portale copre l’x% del prezzo di vendita senza IVA, trasporto e servizi. Sempre per recuperare marginalità vale la pena specificare che i prodotti non replichino le condizioni speciali di fascette sconti e trasporti gratuiti dal merchant, almeno non di default.

  • Sottoscrivere un accordo formale tra le parti per trattare, tra le altre cose, i temi della copertura dei punti o erogazione dei contributi per le campagne di acquisition, le coperture economiche per i moltiplicatori dei punti ecc.
  • Prevedere aggiornamenti promozionali continui e di almeno 6 articoli ogni mese in offerta speciale, con sconti esclusivi/contribuzioni speciali dedicati al canale, che siano offerte mirate su più categorie ma che siano interessanti, su prodotti nuovi o in gamma. Se necessario, questo può essere un canale anche per smaltire stock o altre cose. Solo, i “prodotti in evidenza” dovranno essere vere occasioni
  • Nel caso ci sia la possibilità di rateizzare le spese, prevedere contributi a sostegno di queti costi (almeno il 3% del valore iva inclusa)
  • Prevedere un importante piano di comunicazione

Ecco come l’e-commerce può aiutare ad mettere in piedi programmi di loyalty.

L’importante è che presenti delle vere occasioni, in modo da far convergere la spesa dei punti accumulati. E’ inoltre un modo per il merchant di smaltire grossi quantitativi di stock che presentano basse rotazioni sui canali tradizionali.

loyalty

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Customer Engagement e Customer Experience: i pilastri del nuovo marketing

La CUSTOMER ENGAGEMENT (CE) e la CUSTOMER EXPERIENCE (CX) sono oggi i pilastri del nuovo marketing e rappresentano oggi una lettura indispensabile delle strategie di fidelizzazione intraprese dalle aziende. In entrambi i casi si ricercano l’impegno e il coinvolgimento del cliente con l’obiettivo di incrementare la visibilità e la forza dei propri marchi.

In passato il brand veniva comunicato ai potenziali clienti attraverso un processo di informazione continua e unilaterale. Con le strategie di CE e CX si instaura una rete di molteplici relazioni tra cliente, rete di conoscenze del cliente, azienda, rete di relazioni dell’azienda e così via, in un processo di cicli continui e multidirezionali.

Attraverso il processo di CUSTOMER ENGAGEMENT si stimala il coinvolgimento del cliente nell’esprimere pareri, opinioni, nel dare il proprio attivo contributo, attraverso la sui rete di relazioni (social network) e premiando determinati comportamenti.

In questo ambito si inseriscono le numerose attività di promotion sempre più innovative, campagne di ingaggio sulla clientela delle aziende, volte a stimolare e premiare i comportamenti consumatori finali.

Vengono ideate campagne di behavioral marketing basate sulla mappatura dei comportamenti in modo da cogliere il momento più favorevole per trasformare l’interesse del cliente in acquisto vero e proprio (conversion rate). Alcuni esempi sono: meccaniche di ingaggio multicanale, brand activation (operazioni di instant win, instant gratification e altri tipi di operazioni a premi in cui il cliente, a fronte di semplici comportamenti, riceve un immediato compenso: semplici giochi di abilità (inventa il nuovo marchio), photo & draw contest.

In altri casi vengono costruiti Loyalty Program più articolati e complessi: digital o mobile couponing, operazioni di gamification.

Il livello più complesso è naturalmente quello del Digital CRM: Creazione e gestione di comunità, dem, big data analysis, social caring.

In generale si può dire che il Customer Engagement stimola la relazione emozionale che scaturisce in un comportamento d’acquisto.

Customer Engagement –> Fidelizzazione –> Vendite

La CUSTOMER EXPERIENCE, invece, è più volta a rafforzare il brand, l’immagine e l’idemntotà della azienda in modo che vengano percepiti come positivi e forti. In questo caso è molto importante che il brand sia unico, dotato di segni distintivi che il cliente riconosce e dai quali ricava una esperienza positiva, unica.

Il percorso esperienziale del cliente avviane in diversi percorsi e va colto in ogni momento: dalla ricerca o rilascio di recensioni, al confronto dei prezzi , all’acquisto, fino ale fasi di assistenza tecnica e post vendita.

Customer Experience –>Immagine –>Reputazione –> Brand Awareness

customer experience

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Product Marketing - Risorse - Web Marketing

Come aumentare la visibilità grazie a Linkedin

La piattaforma social Linkedin rappresenta una delle migliori arene per incrementare la visibilità del tuo sito web, presso una clientele business.

Per aumentare la visibilità della propria azienda, nell’ambito di un piano di presidio dei canali di comunicazione social, è importante definire un programma dedicato alla piattaforma Linkedin.

Vantaggi:

Presidio di una delle principali piattaforme social nell’ambito business à aumento visibilità e traffico

Esistenza condizioni economiche favorevoli (spesso vengono offerti pacchetti a prezzi molto interessanti)

Opportunità di condivisione del piano con i vendor per favorire la raccolta di fondi marketing

 

Ecco un esempio di piano editoriale per scrivere post su LInkedin e aumentare la visibilità della propria azienda prsso un pubblico B2B:

contesto economico e le PMI italiane

PMI e decisioni d’acquisto ITC

Presentazione “Azienda”

Dal prodotto alla soluzione / destinazione d’uso

I servizi per le PMI

Fatturazione elettronica

Motore di ricerca per le PMI

 

Installazioni

“Azienda” e il team di specialisti di prodotto

“Azienda” e le relazioni con i principali vendor

Ogni argomento sarà trattato con un post

Inizialmente i post saranno redatti in forma generica con l’obiettivo di attirare l’attenzione sulle peculiarità del progetto, a prescindere dalla collaborazione dei vendor

E’ considerato originale e utile il contributo non solo del social media manager, ma anche di alcuni altri esponenti selezionati, nella stesura dei post à aumento valenza social (non solo fuori ma anche all’interno dell’azienda) ad esempio gli specialisti di prodotti

I vendor verranno coinvolti quando verrà trattato l’argomento «dal prodotto alla soluzione»

I post e gli annunci potranno essere sponsorizzati ed inviati ad un target B2B predefinito, grazie alla piattaforma messa a disposizione da Linkedin per i propri partner

linkedin

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Customer journey e one-to-one marketing

customer journey

Per Customer Journey si intende il percorso che ogni visitatore fa all’interno di un sito, considerando anche le fase che precedono e seguono la sua permanenza nel sito in questione. Ogni visitatore ha un suo percorso, e conoscerne le fasi e i tempi permette a una azienda di conoscere i suoi potenziali clienti anticipandone le attese e trovando risposte personalizzate ed efficaci.

Le risposte non sono solo prodotti o servizi da proporre al cliente giusto, nel momento giusto.

Possono essere anche informazioni o offerte di supporto pre e post vendita.

I canali da osservare sono diversi, e possono riguardare percorsi digitali ma anche fisici, presso i punti vendita. Per questo si parla ormai di Customer Journey multicanale.

Per quanto riguarda i percorsi digitali, vengono presi in considerazioni tutti i tipi di dispositivo su cui l’utente vive la propria esperienza: pc, tablet o smartphone.

Se l’utente naviga il sito con login, tutto diventa più semplice perchè, mentre di fronte a comportamenti di visitatori anonimi si possono prendere decisioni basate su regole statitìstiche, nel caso di utente logati si possono dare risposte personalizzate, attuando quindi il così detto “one-to-one marketing”. In questo caso si possono promuovere solo i prodotti su cui l’utente ha manifestato interesse, senza inviare dem generiche che normalmente presentano tassi apertura piuttosto bassi proprio perchè indirizzate ad un pubblico misto.

Ecco un esempio di attività CRM personalizzata basata su comportamenti d’acquisto manifesttati dagli utenti:

Primo esempio:

 

Promozione: rottama il tuo vecchio elettrodomestico!

Si creano automazioni per ogni categoria di elettrodomestico (lavatrice, lavastoviglie, frigorifero, forno ecc) , suddividendo gli invii per la fascia di spesa media in base allo storico deg i ordini. Ogni automazione andrà a sollecitare i clienti che hanno acquistato un prodotto di quella categoria, ad esempio 6 anni prima.

E’ bene calcolare in anticipo la numerica di ogni cluster così definito.

Esempio:

Congelatori

utenti che 6 anni prima hanno speso <280€ –> 5000 utenti

utenti che 6 anni prima hanno speso >280€ –> 2000 utenti

 

 

 

Lavatrice o lavasciuga

<340€ –> 7000 utenti

>340€ –> 5000  utenti

 

Frigoriferi

<400€ –> 8000 utenti

>400€ –> 6000 utenti

 

Cucine a gas

<400€ –> 190 utenti

>400€ –> 800 utenti

 

 

Nelle fasce di spesa più alte si può pensare di rimandare l’utente ad un listing filtrato con una selezione di prodotti che già di per sé hanno un prezzo più alto (cfr. prodotti di alta classe energetica).

Una volta impostati i criteri, verrà assicurato un invio automatico a colore che, ogni giorno, presenteranno almeno una di queste caratteristiche.

La dem potrà essere generica (“E’ ora di cambiare il vecchio frigorifero, scopri la nuova tecnologia …”) oppure con una call to action fortemente promozionale (Rottama il tuo vecchio frigorifero e ricevi un rimborso di 100€)

 

Secondo esempio, dedicato al mondo professionale e delle imprese:

Attività Trade In

Invio “massivo” di una dem a tutti gli utenti con partita iva che hanno acquistato:

  • Notebook
  • Pc desktop
  • Ultrabook
  • All in one
  • Tablet

 

–>20.000 utenti

 

Di cui hanno speso (su questi prodotti) + di 500€ –> 6000 utenti

 

Dopo l’invio massivo può essere messa in piedi un’automazione che comunicherà tutti i giorni (stessi filtri di estrazione) che c’è questa promozione: Claim di esempio: “è arrivata l’ora di cambiare il tuo pc”

Attività notebook/ultrabook

Invio “massivo” di una dem a tutti i privati che hanno acquistato:

  • Notebook
  • Ultrabook

 

Periodo considerato: oggi meno 3 anni –> 9000 utenti

Dopo l’invio massivo verrà messa in piedi un’automazione che comunicherà tutti i giorni, a chi ha acquistato una di queste categorie, che è giunta l’ora di cambiare il pc.

Anche in questo caso gli utenti saranno divisi per fascia di spesa del prodotto acquistato 3 anni fa:

  • < 400€ –>161 utenti
  • Tra 400€ – 700€ –> 149 utenti
  • > 700€ –> 786 utenti

 

Totale utenti –> 10.000

 

Attività Pc desktop/All in one

Invio “massivo” di una dem a tutti i privati che hanno acquistato:

  • Pc desktop
  • All in one

Periodo considerato: oggi meno 3 anni –>2000 utenti

 

Dopo l’invio massivo verrà messa in piedi un’automazione che comunicherà tutti i giorni, a chi ha acquistato una di queste categorie, che è giunta l’ora di cambiare il pc.

 

Gli utenti saranno divisi per fascia di spesa del prodotto acquistato 3 anni fa:

  • < 400€ –> 1000 utenti
  • Tra 400€ – 700€ –> 1000 utenti
  • > 700€ –> 500 utenti

 

Totale utenti –> 2500

 

 

Invio “massivo” di una dem a tutti i partita iva che hanno acquistato:

  • Pc desktop
  • All in one

 

Periodo considerato: oggi meno 3 anni –> 5000 utenti

 

Dopo l’invio massivo verrà messa in piedi un’automazione che comunicherà tutti i giorni, a chi ha acquistato una di queste categorie, che è giunta l’ora di cambiare il pc.

 

Gli utenti saranno divisi per fascia di spesa del prodotto acquistato 3 anni fa:

  • < 400€ –> 500 utenti
  • Tra 400€ – 700€ –> 200 utenti
  • > 700€ –> 800 utenti

 

 

Attività tablet

 

Invio “massivo” di una dem a tutti i privati che hanno acquistato:

  • tablet

 

Periodo considerato: oggi meno 2 anni –> 5000 utenti

 

Dopo l’invio massivo verrà messa in piedi un’automazione che comunicherà tutti i giorni, a chi ha acquistato una di queste categorie, che è giunta l’ora di cambiare il tablet.

 

Gli utenti saranno divisi per fascia di spesa del prodotto acquistato 2 anni fa:

  • < 200€ –> 500 utenti
  • > 200€ –> 700 utenti

 

 

 

 

Dopo l’invio massivo verrà messa in piedi un’automazione che comunicherà tutti i giorni, a chi ha acquistato una di queste categorie, che è giunta l’ora di cambiare il tablet.

Per monitorare i risultati di questa attività si potrà adottare un semplice schema come il seguente:

attività rottama il tuo vecchio frigorifero es. (i numeri sono puramente esemplificativi):

 

monitor CRM

 

 

 

 

 

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La gestione di un sito web efficace

La gestione del sito web efficace è una delle attività più importanti per qualsiasi tipo di impresa, da quella individuale alla large enterprise con migliaia di dipendenti

In Italia è presente una componente ancora cospicua (circa il 10% da fonte Istat) di aziende che non dispone di un sito web istituzionale. Inoltre, all’interno del restante 90% che dispone di un sito web non viene prevista e realizzata una gestione strategica di questo importante strumento.

Ecco alcuni suggerimenti per ottenere risultati efficaci dal sito della propria azienda:

1. Il sito web è la carta di identità della tua azienda

La prima impressione condizione spesso un giudizio.

Fin dalla home page il tuo sito deve illustrare chiaramente di cosa si occupa la tua azienda (anche individuale, naturalmente) e quali servizi o prodotti fornisce.

E’ importante utilizzare testi e colori in linea con materiale istituzionale eventualmente già esistente e comunque applicare regole di corporate identity coerenti con tutti i mezzi di comunicazione.

Fin dalla prima visita si devono poter individuare facilmente il tipo di attività svolto, il target cui sono rivolti prodotti e servizi, la storia dell’azienda, i riferimenti per contatti mail e telefonici.

Se vendi prodotti, rendili fin da subito visibili e trovabili on line o presso negozi fisici.

2. I tuoi visitatori sono i tuoi potenziali clienti

Fatti trovare dal maggior numero di visitatori possibile, ma ricorda che le campagne di attrazione del traffico hanno un costo, perciò cerca di attrarre innanzitutto i tuoi potenziali clienti.

Il linguaggio e la grafica del tuo sito dovranno, come ogni altro elemento della corporate identity, rispecchiare il tuo target di consumatori.

I testi dovranno essere scritti seguendo logiche SEO in modo da favorire il più possibile la visibilità del tuo sito tra i risultati dei motori di ricerca.

Anche l’utilizzo delle immagini dovrebbe essere ottimizzato.

Ricordati che una volta atterrato sul tuo sito, il tuo visitatore proseguirà la sua navigazione solo 2 volte su 10. Cattura la sua attenzione e accompagnalo slls pagina obiettivo (carrello o scheda contatti) nel modo più breve e semplice possibile.

3. Acquista traffico

Grazie all’ottimizzazione del tuo sito potrai attrarre traffico profilato e a basso costo.

Dovrai però prevedere anche una quota di investimenti da utilizzare per realizzare campagne SEM su Google, inviare newsletter a nuovi database, realizzare campagne sponsorizzate sui social network, pubblicare banner pubblicitari su siti già molto visitati dal tuo target di consumatori.

Il consiglio è di prevedere un budget di digital adv non inferiore al 5% del tuo fatturato e di monitorare i risultati di ogni campagna.

4. Organizzati per affrontare gli imprevisti

Il sito web è uno strumento creativo e tecnologico, collegato ad una rete web e potenzialmente esposto a problemi tecnici. Individua una società di consulenza e assistenza qualificata che sia in grado di intervenire in modo tempestivo a fronte di eventuali cadute del sito. Il visitatore cui appare una pagina in costruzione è quasi sempre un visitatore perso.

Per maggiori informazioni scrivi a: info@allmarketingweb.com

costuire sito web

 

 

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Spese di attrazione del traffico: un buon modo per monitorare gli investimenti web

Le spese di attrazione del traffico sul sito web rappresentano una importante voce di costo nel budget aziendale e devono essere commisurate ai risultati di fatturato e crescita attesi.

Per aumentare e mantenere  la visibilità del proprio sito internet è necessario prevedere una spesa congrua (almeno il 3% del fatturato) da destinare ai mezzi di attrazione del traffico: google, display, remarketing, comparatori prezzi, social.

Ogni mezzo ha un suo modello di spesa (cost per sales, per click ecc) e una diversa resa, in termini di conversione, ordine medio e revenue totale.

Abbiamo già scritto della importanza di fare un budget adv. Ora parleremo del monitoraggio della spesa, sulla base delle performance ottenute.

Un buon modo di gestire e controllare i costi adv è creare una tabella da aggiornare settimanalmente. Tale tabella conterrà, per ogni mezzo:

visite: quante visite uniche, nel mese, sono conteggiate. aggiore attrazione del traffico, più visite, più interesse verso le pagine del sito, maggiori probabilità di finalizzazione dell’ordine

ordini: quante visite (pagate con il budget adv) si sono fortunatamente trasformate in ordini (attenzione: una volta acquisito l’ordine bisogna assicurarsi che vada a buon fine diventando fatturato: molto ordini vengono poi cancellati dall’utente, prima della spedizione del bene o dopo, esercitando il diritto di recesso garantito dal codice del commercio)

valore ordini (revenue)

conversion rate

ticket medio

costo sostenuto (spese per l’attrazione del traffico)

Ecco un pratico esempio:

monitor ADV

 

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