Web Marketing

Content Management - Risorse - Social Media - Web Marketing

All Marketing Web presenta: Local marketing per ristoranti e locali

CONTINUA A LEGGERE
Content Management - Risorse - Web Marketing

Tecniche SEO: 5 regole per migliorare il posizionamento del tuo sito web

Tecniche SEO: è possibile sintetizzare la vasta disciplina che ruota intorno al SEO in un singolo post? Certamente no, ma qui vogliamo dare un assaggio del tema a chi vi si accosta per la prima volta con un breve elenco, sintetico ma certamente non esaustivo, di 5 semplici regole da seguire per raggiungere un miglior posizionamento di un sito web.

Il SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme delle tecniche (contenuti, copywriting, link ecc) che consentono ad un sito di posizionarsi in modo soddisfacente nelle prime pagine (o nella primissima pagina) dei motori di ricerca, grazie alla qualità dei contenuti ed indipendentemente dal fatto che sia in atto una campagna di acquisizione del traffico a pagamento (Adwords).

Le tecniche SEO, quindi, compongono una macro struttura, in continua evoluzione, e vanno pianificate e organizzate in una vera e propria strategia a breve, medio e lungo termine.

 

1) Creare contenuti genuini

Al centro di ogni mezzo di comunicazione, e quindi anche di un sito web o di una newsletter, ci sono i contenuti, gli argomenti che i nostri utenti target cercheranno per informarsi e prendere decisioni.

I lettori si aspettano di imparare qualcosa di nuovo da quello che leggono: bisogna quindi sforzarsi di creare contenuti genuini, che possano portare valore aggiunto, e non semplicemente replicare cose già viste e sentite. E’ vero che molti argomenti meritano di essere ripresi e non sempre si trovano temi completamente nuovi, soprattutto in ambito tecnico. Tuttavia, anche in merito a temi già trattati, è sempre meglio documentarsi da più fonti e rendere il proprio testo più critico e genuino possibile.

 

2) Scegliere accuratamente le parole chiave

E’ una fase più delicata ma indispensabile dell’attività di SEO (e dia ltre attività di digital marketing, come Adwords).

La prima cosa da fare è individuare l’obiettivo che si vuol raggiungere con il sito o una delle sue pagine: essere raggiunti da visitatori interessati ad un determinato argomento. Bisogna quindi immedesimarsi nei visitatori target e immaginare quali parole digiterebbero sui motori di ricerca per arrivare proprio al nostro sito.

Ogni utente, a parità di interesse verso un determinato argomento, è diverso: può essere più o meno esperto della materia, avere più o meno tempo, conoscere i termini appropriati o meno. Per questo bisogna provare a mettersi nei panni dei vari tipi di utenti target.

Tipicamente, a seconda del tipo di utente, si presentano tre macro ordini di parole chiave:

  • Parole esatte/specifiche, utilizzate da coloro che conoscono già molto bene il prodotto o il servizio ricercato: in questo caso si tratta di parole rilevanti ma molto ambite (perché incontrano un utente presumibilmente già ricettivo) e quindi sottoposte a maggiore competizione.
  • Parole della Coda Lunga (Long Tail): parole o set di parole più generiche o più di nicchia: si tratta di un repertorio di parole molto vasto, nonostante ogni parola, essendo di nicchia, attiri l’interesse di pochi (ma attenti) visitatori. L’insieme di tutti i visitatori di tutte le parole della coda lunga può tuttavia rappresentare un immenso traffico, con minori concorrenti.
  • Concatenazioni di parole che indicano un’azione che l’utente potrebbe compiere: ad esempio: come aumentare il fatturato, come trovare nuovi clienti ecc. In questo caso si dà risposta a chi esprime un bisogno e non sa che il nostro prodotto o servizio è in grado di soddisfarlo. Glielo comunichiamo con il nostro sito.

Un aiuto nella ricerca delle parole chiave adatte viene da alcuni strumenti online come Adwords di Google (che nasce come strumento per impostare per campagne a pagamento) e Google Trends, che mostra i volumi di ricerche legate a qualsiasi tipo di parola (non solo legata al mondo del business). Un altro strumento, esterno a Google, è SeoZoom.

 

3) Adottare gli accorgimenti tecnici del SEO copywriting

Il testo scritto deve attirare l’attenzione del visitatore e non deve mai essere troppo lungo. Il linguaggio deve essere scorrevole e facilmente comprensibile. Se bisogna fare approfondimenti su determinati argomenti, è meglio mettere dei link che indirizzano i lettori interessati ai focus, evitando così di distrarre anche chi non è interessato.

E opportuno dividere il testo in paragrafi, per rendere la lettura più scorrevole, introducendo anche dei titoli H2.

Poiché il lettore web è spesso un lettore frettoloso, è meglio spiegargli fin da subito a quale conclusione si arriverà con il testo o cosa si vuole dimostrare: se interessato, il lettore proseguirà la lettura attraversi gli approfondimenti. Questo metodo di esposizione degli argomenti viene chiamato “piramide rovesciata” ed è mutuato dalla scrittura giornalistica.

 

4) Utilizzare correttamente i tag

I tag html sono informazioni del codice che aiutano gli spider di Google a comprendere meglio e più velocemente i contenuti di una pagina web.

Ve ne sono di vari tipi e quelli importanti ai fini SEO sono:

  • Tag Title, cioè il tag legato al titolo della pagina web. E’ importante partire bene fin dal titolo, facendo capire a Google (e a chi legge) di cosa si parlerà nel testo in questione. Un buon modo per incominciare è dividere il titolo in due parti attraverso i due punti: nella prima parte mettiamo le parole chiave più importanti (es. Tecniche SEO) nella seconda una sorta di sottotitolo che spiega meglio la prima parte (5 facili regole per migliorare il posizionamento)

 

  • Meta Tag Description: si tratta della parte di codice relativa al campo descrizione, una sorta di anteprima del testo che segue: 5 semplici regole da seguire per raggiungere un miglior posizionamento del tuo sito web

 

  • Stili di testo: formattazione, tag di intestazione (da H1 per il titolo, a H2 per i sottotitoli fino a H7 in base al grado di importanza delle informazioni date

 

  • Url parlante: deve contenere le parole chiave presenti nel titolo, nella descrizione e nel testo. Se il sito è complesso e contiene diversi argomenti, vale la pena organizzare questi contenuti in cartelle distinte, in modo che gli utenti interessati ad un determinato tema vengano indirizzati alla corretta cartella.

 

  • File PDF , immagini e link: è opportuno ottimizzare anche i nomi dei file PDF e delle immagini, che possono essere presenti tra i risultati di ricerca

 

 

5) Porre attenzione ai contenuti accessori al testo

Spesso un articolo è accompagnato da immagini, info grafiche, video, file pdf, link ad altri siti.

Anche questi elementi contribuiscono a rendere l’argomento nuovo, ricco, genuino e utili ed importante denominarli correttamente affinché anch’essi diano il loro contributo a migliorare il posizionamento SEO del sito.

Nel caso si parta da un sito nuovo, vale la pena pensare anche al dominio in ottica SEO. Si consiglia di utilizzare un nome non troppo lungo, facile da ricordare, senza trattini e altri caratteri speciali. Indispensabile, inoltre, assicurare la corrispondenza tra le parole utilizzate per comporre il nome del dominio e gli argomenti trattati dal sito che rappresenta.

Un altro punto da ricordare è che i motori di ricerca favoriscono un più alto posizionamento ai siti con una più lunga storia e che si sono, nel tempo, mantenuti aggiornati con regolati interventi di aggiornamento.

 

CONTINUA A LEGGERE
Product Marketing - Risorse - Web Marketing

Trovare nuovi clienti con le nuove tecnologie

Trovare nuovi clienti con le nuove tecnologie rappresenta un passo importante e decisivo per le aziende che vogliono espandersi adottando strategie digitali e utilizzando nuove tecnologie.

Oggi le nuove tecnologie stanno influenzando i comportamenti dei consumatori: se gestite un’azienda e volete mantenere alto e in continua ascesa il vostro volume d’affari, contando su una base clienti attiva e in crescita, dovrete tenerne conto.

Una delle tecnologie che più influiscono sui novi comportamenti d’acquisto è rappresentata dagli smartphone, con i quali si può ormai fare quasi tutto: navigare on line, acquistare, prenotare, fare operazioni di home banking, gestire i propri profili social, leggere mail, chattare, lavorare e se necessario anche telefonare.

Per trovare nuovi clienti è quindi necessario essere pronti per incontrarli sullo smartphone, mentre navigano e consultano i siti web attraverso il loro dispositivo.

Secondo una recente ricerca commissionata dall’agenzia web americana Bronto, oltre l’82% dei millennial (cioè di età tra i 18 e 34 anni) e il 67% di coloro che fan parte della così detta Generazione X (tra i 35 e i 55 anni) acquista abitualmente prodotti e servizi utilizzando il proprio smartphone.

Le persone consultano il web attraverso lo smartphone anche quando sono fisicamente nei negozi, per confrontare i prezzi dei prodotti e leggerne le recensioni. Inoltre, si sta diffondendo l’abitudine di effettuare ricerche di prodotti e servizi attraverso procedimenti “vocali” che, superando i diversi browser e la necessità di concentrasi sulla scrittura delle parole, consentono di fare ricerche web mentre si sta facendo altro.

Tutti hanno uno smartphone in tasca, e per chi vuole fare business essere nelle tasche dei potenziali clienti – presentando la propria offerta nel modo giusto e al momento giusto – è indispensabile.

La prima cosa da fare è assicurarsi che il proprio sito sia responsive, cioè progettato per garantire la migliore usabilità su qualsiasi dispositivo: notebook, tablet e smartphone.

In secondo luogo, nell’ambito delle strategie digitali adottate per acquisire nuovi clienti, è opportuno pensare ad una strategia di mobile marketing specifica che consideri l’interazione tra tutti i possibili touch point, online ma anche offline.

Uno di questi è l’apertura delle mail da mobile: in Italia il 75% della popolazione che scambia mail le apre da dispositivo mobile. Le campagne e-mail, quindi, devono essere pensate soprattutto per chi aprirà e leggerà la mail da mobile: grafica responsive, testi sintetici e ben visibili, call to action chiare ed efficaci.

Inoltre, chi acquisisce un’informazione via mobile (mail ecc) è più propenso a condividerla con altri, ad esempio via whattsapp: viene quindi garantita una maggiore e rapida propagazione delle azioni verso nuovi potenziali utenti e questo contribuisce a trovare nuovi clienti.

Grazie alle app o a soluzioni come i QR code e i beacon, è possibile mettere in piedi strategie di mobile marketing molto coinvolgenti per il consumatore, in cui la distinzione tra ambienti fisico e virtuale è irrilevante. E’ importante anticipare il consumatore presentandogli soluzioni ai suoi bisogni di informazione.

Innanzi tutto è importante esserci, essere sempre presenti in tutti i possibili punti del customer journey. Ed essere presenti in modo efficace, fornendo informazioni utili in quel momento al visitatore attraverso la predisposizione di contenuti pertinenti e rilevanti. La customer experience dovrebbe essere fluida, immediata, efficace. Ogni campagna, poi, va misurata accuratamente in modo da indirizzare le attività successive verso i target che si sono rivelati maggiormente recettivi e interessati agli argomenti proposti.

A tal proposito vale la pena puntualizzare come la comunicazione abbia, a questo punto, un aspetto bidirezionale: l’azienda comunica, poi misura i comportamenti (impression, click, click through rate, lead generati, vendite, interazioni social) e analizza il ritorno dei risultati, infine restituisce nuove comunicazioni sempre più rilevanti.

Le analisi forniscono tutti gli elementi per trovare nuovi clienti attraverso la profilazione degli utenti mobile costruendo servizi e prodotti personalizzati, che daranno agli utenti la migliore esperienza di navigazione e d’acquisto.

Un esempio di ottima interazione è dato dalle “flash sales”, offerte limitate a pochi momenti (ore, massimo giorni), spesso indirizzate a cluster di clienti con determinate caratteristiche (in base ai risultati delle analisi viste prima) che vengono notificate via mail o via app (push notification): l’utente viene avvisato – con una mail ma molto più spesso con un alert dell’app – che è appena partita una iniziativa promozionale per lui e che ha poco tempo per approfittarne. L’elemento “urgenza” gioca un ruolo fondamentale nel garantire una rapida e importante conversione dei click in ordini. Questo contribuisce certamente a trovare nuovi clienti.

 

 

 

CONTINUA A LEGGERE
social media piccole imprese professionisti
Customer Care - Risorse - Social Media - Web Marketing

Social Media Marketing: perchè è importante per PMI e professionisti

Il Social Media Marketing è uno dei più potenti strumenti di Marketing per ogni tipo di azienda, di qualsiasi dimensione e specializzazione, per la grande e media azienda ma anche e soprattutto per le PMI, le micro imprese e i liberi professionisti.

Gli strumenti del Social Media Marketing potenti ma in continua evoluzione ed è quindi necessario conoscerli bene, scegliere quelli più adatti alla propria attività e rimanere sempre aggiornati sulle nuove tendenze.

I social media sono importanti perché contengono al loro interno infinite comunità di consumatori e di aziende. Grazie ai tool che ciascuna piattaforma mette a disposizione dei clienti business, è possibile identificare i giusti set di attività per i giusti cluster di clienti e interlocutori cui sono rivolti i propri prodotti e servizi.

Ogni piattaforma presenta caratteristiche peculiari adatte per intraprendere determinati percorsi commerciali e di visibilità. L’ideale è, dopo aver compreso in cosa si differenzia ciascun social media, identificare gli strumenti idonei e creare infine una strategia integrata tra i vari mezzi.

Linkedin, la piattaforma dei professionisti e del mondo del lavoro

Incominciamo con Linkedin, il social network dedicato al business dove i professionisti interagiscono per commentare tematiche legate principalmente al mondo del lavoro e dove domanda e offerta di competenze professionali si incontrano.

Linkedin è senz’altro una delle piattaforme più indicate per le piccole imprese e i professionisti. Innanzitutto perché è forse la piattaforma più verticale: il mondo “privato” è trattato solo nella misura in cui è rilevante a fini commerciali, di marketing, o statistici, ma solo in misura minima come tematica riguardante le conversazioni tra privati. Per un’azienda B2B, quindi, Linkedin è senza dubbio la piattaforma ideale in cui attivare una campagna di Social media Marketing.

Per essere visibili su questo network sono disponibili diversi tool (Advertise on Linkedin). I più importanti sono:

  • Annunci di testo sponsorizzati: banner testuali che vengono pubblicati sulla spalla destra. L’azienda ha a disposizione uno spazio testuale e la possibilità di mostrare il proprio logo
  • Display banner su spalla destra: in questo caso è possibile utilizzare un’immagine (ad esempio una grafica tratta da una campagna istituzionale già in corso) e rimandare su una landing page del sito dell’azienda
  • Pubblicità nativa (native advertising): è un testo che viene pubblicato nel feed di Linkedin, tra altri post che il lettore sta leggendo e pertanto pertinente sulla base del profilo del lettore: il risultato atteso è un livello di interesse da parte di quest’ultimo elevato, in grado di generare lead di qualità e creare relazioni utili con potenziali clienti
  • Messaggi Inmail sponsorizzati: mail con messaggi personalizzati indirizzate a cluster profilati, utili per generare tassi di conversione alti

A livello organico vale la pena ricordare la possibilità, piuttosto recente, di postare video. Può essere quindi molto utile pubblicare video dei prodotti o dei servizi della propria azienda utilizzando il profilo di uno o più dipendenti (ad esempio il titolare, il responsabile marketing o il social media manager) per creare interesse all’interno delle varie comunità presenti su Linkedin.

Facebook, il più grande social network al mondo

Un’altra piattaforma in cui è indispensabile impostare una campagna di Social Media Marketing è Facebook.

In Italia 34 milioni di persone e aziende hanno un profilo o una pagina Facebook (con un aumento del 10% rispetto al 2017; fonte Digitalic) e accedono alla piattaforma prevalentemente con un dispositivo mobile.

Le aziende si presentano di solito con una pagina dedicata in cui pubblicano regolarmente contenuti sui loro prodotti (attraverso post e video) e in cui interagiscono con gli utenti.

La pagina Facebook aziendale è sempre più un ambito di Caring del cliente e di conseguenza anche un luogo in cui valutare le opinioni che i clienti hanno dell’azienda e le loro recensioni sui prodotti e sui servizi (anche quelle negative).

Per le piccole e micro imprese e per i professionisti Facebook rappresenta quindi un luogo di conversazione e interazione diretto con il proprio pubblico importantissimo e di grande interesse.

E’ molto semplice pubblicare e manutenere una pagina aziendale su Facebook, ma è essenziale garantire contenuti sempre aggiornati e in modo continuativo. E’ molto utile interagire costantemente con gli utenti rispondendo entro poche ore alle loro richieste e risolvendo rapidamente i loro problemi.

E’ inoltre molto utile predisporre dei contenuti che aiutino i clienti a risolvere autonomamente eventuali problemi (ad esempio bottoni “contattaci” o “acquista ora” per i siti di e-commerce, numeri di telefono e contatti ben evidenti ecc).

Naturalmente, anche Facebook, come Linkedin, mette a disposizione moltissimi spazi per l’adv sponsorizzata (Facebook Business), sia per desktop che per mobile, sia con banner grafici che con native advertising. I tool per realizzare campagne adv sono molto semplici e intuitivi, ed è possibile fare anche micro campagne da 2€ al giorno.

Instagram, la piattaforma in rapida crescita

Instagram è tra le piattaforme social che hanno riscontrato i maggiori tassi di crescita negli ultimi mesi. È un social network molto dinamico e molto utilizzato da un target di utenti giovane.

I contenuti sono in formato immagine e video ed è possibile taggare i contenuti dei post in modo che gli utenti seguano gli argomenti di loro interesse rappresentando così comunità profilate e rilevanti con cui le aziende possono interagire.

Instagram è una piattaforma molto utile per i professionisti, soprattutto per coloro che operano in settori legati alla grafica, alla fotografia, all’immagine, perché attraverso la pubblicazione continuativa dei loro lavori e delle loro immagini, corredandoli con commenti e hashtag, possono attrarre l’interesse di un’utenza giovane e ben profilata.

 

 

 

 

 

CONTINUA A LEGGERE
Channel Marketing - E-commerce - Risorse - Web Marketing

Le 3 principali differenze nella User Experience di siti B2B e B2C

In Italia si stanno finalmente sviluppando siti dedicati al canale B2B, canale di business dove il target è spesso orientato a sua volta alla rivendita di prodotti ai consumatori finali. E’ molto importante avere ben presenti le principali differenze esistenti tra i due canali quando si progetta un sito web.

I bisogni e gli obiettivi dei due tipi di utenti sono molto diversi e di conseguenza la User Experience.

1) Fase decisionale: il target business normalmente necessita di tempi lunghi e valutazioni ponderate e condivise prima di effettuare un acquisto. Nel B2C, invece, si punta proprio alla velocità, se non all’impulso d’acquisto, del consumatore.

Per questo motivo bisogna pensare a contenuti molto diversi a seconda del target: nel caso del B2B i visitatori hanno bisogno di tantissime informazioni ed eventualmente di poter contattare uno specialista (via chat o telefono) per ottenere ulteriori chiarimenti.

Questo target, infatti, ha ben presente quali sono le sue esigenze ma non sempre sa quali prodotti o servizi possono soddisfarle.

In un sito B2B si dà una buona Customer Experience quando si indirizza correttamente ciascun visitatore alle migliori soluzioni.

E’ quindi importante conoscere bene la relazione tra esigenze e prodotti e creare questo legame durante la navigazione. Per far questo sono molto utili contenuti ricchi come schede tecniche approfondite, guide all’acquisto, video, ebook, demo, recensioni, tabelle comparative, informazioni sulle compatibilità.

E’ molto utile rendere disponibile un configuratore, in modo da aiutare i visitatori a selezionare opportunamente i prodotti necessari a soddisfare i propri bisogni.

 

Poiché spesso la decisione d’acquisto spetta a più persone (rivenditore e suo cliente, team di progetto, management ecc) è molto utile dotare le schede tecniche di strumenti di condivisione (link a Facebook, Linkedin, Whatsapp, Mail)

 

2) Canale di vendita: nel B2C la vendita è diretta all’end user, mentre nel B2B possono essere necessari più passaggi: dal produttore, al rivenditore (o a più rivenditori concatenati), all’utilizzatore finale.

Il sito B2B deve parlare a tutti i livelli e considerare anche le esigenze dell’end user, come ad esempio fornendogli i manuali d’uso, le informazioni sulla garanzia, il supporto post vendita.

E’ molto utile inoltre riportare casi concreti di successo, in cui ciascun portatore di interesse possa riconoscersi. Condividere la propria esperienza con i futuri clienti aiuta inoltre a creare o a rafforzare la brand awareness evidenziando la professionalità di cui i clienti hanno bisogno.

 

3) L’importanza del servizio: molti prodotti venduti sul canale B2B sono prodotti complessi che richiedono servizi di configurazione, installazione e manutenzione. Mentre per un privato questa esigenza è piuttosto limitata (ad esempio nel caso dell’acquisto di elettrodomestici) pe i beni produttivi il servizio tecnico può diventare una leva indispensabile nella decisione d’acquisto. Non sempre è possibile pubblicare un listino prezzi unico: quando i servizi non sono standardizzati ma su misura è opportuno prevedere dei moduli “preventivo” che l’azienda invierà ai clienti interessati o l’apertura di chat o di chiamate skype (questo metodo è molto utile anche nelle interazioni B2C, si veda ad esempio la gestione del customer care da parte di Amazon).

 

CONTINUA A LEGGERE
Risorse - Web development and graphics - Web Marketing

Acquisire nuovi clienti: come farlo in 4 semplici mosse

Attirare nuovi clienti sul proprio sito web è fondamentale per mantenere una base di clientela continuativa e sempre più allargata
Ecco un semplice piano in 4 mosse adottato da un nostro cliente, operante nel mondo dei traslochi, grazie al quale ha attirato in poco tempo nuovi clienti dal web:
1) attività keyword su Google = acquisto e posizionamento keyword legate all’attività caratteristica (traslochi); monitoraggio traffico dato l’obiettivo inziale di avere un trend di traffico in crescita
2) attività social su Facebook = sponsorizzazione annunci su profili rilevanti (in questo caso 25-55 anni, residenti in area Milano est, dove opera il nostro cliente)
3) tracciamento clienti provenienti da web: per monitorare la conversione delle visite sul suo sito in richieste di preventivo (e poi possibilmente richieste di trasloco) abbiamo inserito negli annunci un codice promo del valore del 5% sul preventivo. Esempio: codice SCONTOTRASLOCO. A coloro che chiamavano citando questo codice veniva applicato un extra 5%
4) passaparola: Promozione “presenta un amico”: per coloro che, oltre a richiedere un preventivo per sè stessi, presentavano un amico, veniva concesso un ulteriore sconto del 5%, valido per 12 mesi.
Il costo delle campagne varia naturalmente in base a quante keyword acquistate, per quanto tempo, o quanti profili Facebook raggiunti.
Siamo partiti da un budget di base, ad esempio 150€settimanali e, in un mese, il nostro cliente ha ricevuto 15 richieste di preventivo (di cui 8 trasformate in ordini) accompagnate dal codice promo, a testimonianza che il lead è arrivato dalla campagna web realizzata.
CONTINUA A LEGGERE
E-commerce - Risorse - Web Marketing

Costo di acquisizione del cliente (CAC): che cos’è e come si calcola

Il costo di acquisizione del cliente (CAC):è il prezzo che un’azienda deve pagare per acquisire nuovi clienti.

Nella sua formula più semplice può essere inteso come somma totale dei costi per acquisire clienti (comunicazione, agenti, promotori ecc) diviso numero totale dei clienti.

Spesso viene confuso con il CPA, ovvero il costo per azione, che invece rappresenta il costo da pagare per ogni azione intrapresa dai clienti, quindi anche quelli già acquisiti e tornano a fare transazioni.

L’importanza del CAC nell’e-commerce

Il costo di acquisizione di nuovi clienti rappresenta una delle più importanti metriche nell’e-commerce, insieme a ciclo di vita del cliente. Se gestisci vendite online, infatti, dovrai calcolare il ritorno dell’investimento (ROI) delle tue campagne marketing, non solo monitorando la conversione del traffico in ordini, ma anche avendo ben presente come tali ordini appartengano a clienti e come si comportano questi ultimi.

Il CAC, quindi, dovrà generare un valore legato al Ciclo di Vita del cliente:

l’obiettivo è quindi massimizzare questo rapporto:

Ciclo di vita del cliente (LTV)

—————————————————-

Costo di acquisizione del cliente (CAC)

Una campagna marketing è tanto più efficace quanto maggiore è questo rapporto.

 

L’obiettivo è quindi quello di definore campagne marketing scalabili (per non ricominciare sempre da capo e salvaguardare i risultati già acquisiti) che massimizzino il rapporto LTV:CAC.

Come calcolare il CAC per il tuo negozio online
La formula per calcolare il CAC è:

MCC + W + S + PS + O

—————————————

CA

Dove:

CAC = costo di acquisizione del cliente

MCC = Costo Campagne Marketing (in base

W = Wages marketing and sales (stipendi dei team di marketing e vendite)

S = costo del Software (piattaforma ecommerce, marketing automation, A/B Testing, Analytics ecc)

PS = Professional Services (consulenze di sviluppo e grafiche)

O = Other costs (altri costi).

CA = Total customers acquired = numero totale clienti acquisiti

CONTINUA A LEGGERE
E-commerce - Product Marketing - Risorse - Web Marketing

Come redigere il budget per una azienda online

Il budget per una azienda online in 4 mosse deve tenere conto sia dei trend commerciali relativi alle categorie merceologiche in vendita che dei mezzi di attrazione del traffico sul proprio sito aziendale.

E’ necessario quindi che i target di product marketing e web marketing convergano ad un unico obiettivo condiviso: il budget di fatturato dell’anno.

La condivisione di un unico budget concordato sarà poi la base della indispensabile collaborazione tra le due strutture nel corso dell’anno.

 

Il budget del Product Marketing

Un’azienda che offre prodotti o servizi online deve porsi degli obiettivi di fatturato da raggiungere con le vendite dei prodotti del proprio catalogo.

Normalmente in un sito di e-commerce (così come in un negozio fisico, del resto) organizza i propri prodotti in categorie merceologiche.

La base di partenza per redigere un budget di un’azienda e-commerce, lato product marketing è la definizione del budget di categoria.

Per stabilire il target dell’anno bisogna considerare:

  • trend fatturato anno appena concluso rispetto a fatturato anno precedente
  • confronto di questo trend con trend mercato (adottando, ad esempio, una analisi di dati statistici come quelli offerti da GFK sui prodotti venduti nel canale retail): se la tua azienda vuole conquistarsi quote di mercato dovrà crescere più del mercato
  • marginalità minima sotto la quale non si vuole crescere: in mercati fortemente aggressivi, se si vuole salvaguardare la marginalità può rivelarsi opportuno accettare un rallentamento delle vendite
  • eventuale fatturato aggiuntivo portato da nuovi canali di vendita

 

Il budget del Web Marketing

Per il web marketing l’unità di riferimento è il mezzo di attrazione del traffico e quanto costa rispetto al fatturato generato. Per la precisione: è meglio rapportare il costo dei mezzi al valore degli ordini acquisiti, indipendentemente dal fatto che vadano – sperabilmente – a buon fine o vengano invece annullati. Quello che succede dopo che l’ordine è stato acquisito non è più responsabilità del mezzo.

In ogni caso anche il web marketing deve porsi degli obiettivi di traffico, da raggiungere attraverso diversi mezzi.

I più comuni sono:

  • motori di ricerca (primo fra tutti Google)
  • siti di comparazione prezzi (anche qui: Google Shopping  oppure Trovaprezzi)
  • marketiplace (Ebay, Amazon ecc)
  • affiliation partnership
  • retargeting
  • crm e attività di attrazione gratuita del traffico
  • link building
  • seo
  • e tanti altri ancora

Ogni mezzo ha un suo costo (per click, per sales) e normalmente un suo tasso di conversione medio da cui aspettarsi un determinato volume di ordini.

Partendo dalle disponibilità di investimenti in adv, il web marketing stimerà quanti ordini arriveranno da ogni mezzo e, di conseguenza, quanto fatturato.

Come conciliare i budget di product e web marketing

Il terzo step è la conciliazione dei due target per giungere ad un unico obiettivo comune.

Evidentemente sarà necessario negoziare e comprendere le ragioni di entrambe le parti. Il product marketing, tuttavia, deve considerare che i suoi risultati derivano, tra le altre cose, da quanto traffico viene portato dai vari mezzi.

E’ quindi opportuno che il product marketing adatti i propri obiettivi a ciascun mezzo, considerando anche come storicamente si sono comportate le proprie categorie

Controllo periodico dei risultati

Per controllare che l’impostazione dei budget sia corretta e funga da timone per la gestione commerciale, è importante stabilire dei momenti di confronto ed eventualmente adottare azioni correttive, sia sul fronte Product Marketing (maggiore aggressività prezzi, maggiore disponibilità merce ecc) sia sul fronte Web Marketing (aumento investimenti, introduzione nuovi mezzi ecc)

 

Una collaborazione regolare e volta verso un unico obiettivo è condizione indispensabile per avere un sito e-commerce di successo.

 

budget in 4 mosse

CONTINUA A LEGGERE
E-commerce - Risorse - Web Marketing

Come l’e-commerce può favorire i programmi di loyalty

L’e-commerce può favorire i programmi di loyalty perchè può attrarre i consumatori fedeli e diventare un luogo in cui vengono spesi, ma anche accumulati, punti fedeltà di una azienda.

Ecco alcune operazioni preliminari per impostare un progetto di questo tipo:

 

  • Stabilire un moltiplicatore (legato a determinati comportamenti d’acquisto: tipo di prodotto acquistato, frequenza delle spese ecc). Esempio: 1€ di spesa dentro al portale, 10 punti fedeltà.

E’ necessario far prima delle simulazioni in modo che la spesa sia sostenibile, in particolare trovando, se possibile, produttori che finanzino la spesa stessa. Esempio: il produttore dei beni presenti sul portale copre l’x% del prezzo di vendita senza IVA, trasporto e servizi. Sempre per recuperare marginalità vale la pena specificare che i prodotti non replichino le condizioni speciali di fascette sconti e trasporti gratuiti dal merchant, almeno non di default.

  • Sottoscrivere un accordo formale tra le parti per trattare, tra le altre cose, i temi della copertura dei punti o erogazione dei contributi per le campagne di acquisition, le coperture economiche per i moltiplicatori dei punti ecc.
  • Prevedere aggiornamenti promozionali continui e di almeno 6 articoli ogni mese in offerta speciale, con sconti esclusivi/contribuzioni speciali dedicati al canale, che siano offerte mirate su più categorie ma che siano interessanti, su prodotti nuovi o in gamma. Se necessario, questo può essere un canale anche per smaltire stock o altre cose. Solo, i “prodotti in evidenza” dovranno essere vere occasioni
  • Nel caso ci sia la possibilità di rateizzare le spese, prevedere contributi a sostegno di queti costi (almeno il 3% del valore iva inclusa)
  • Prevedere un importante piano di comunicazione

Ecco come l’e-commerce può aiutare ad mettere in piedi programmi di loyalty.

L’importante è che presenti delle vere occasioni, in modo da far convergere la spesa dei punti accumulati. E’ inoltre un modo per il merchant di smaltire grossi quantitativi di stock che presentano basse rotazioni sui canali tradizionali.

loyalty

CONTINUA A LEGGERE
Channel Marketing - Product Marketing - Risorse - Web Marketing

Customer Engagement e Customer Experience: i pilastri del nuovo marketing

La CUSTOMER ENGAGEMENT (CE) e la CUSTOMER EXPERIENCE (CX) sono oggi i pilastri del nuovo marketing e rappresentano oggi una lettura indispensabile delle strategie di fidelizzazione intraprese dalle aziende. In entrambi i casi si ricercano l’impegno e il coinvolgimento del cliente con l’obiettivo di incrementare la visibilità e la forza dei propri marchi.

In passato il brand veniva comunicato ai potenziali clienti attraverso un processo di informazione continua e unilaterale. Con le strategie di CE e CX si instaura una rete di molteplici relazioni tra cliente, rete di conoscenze del cliente, azienda, rete di relazioni dell’azienda e così via, in un processo di cicli continui e multidirezionali.

Attraverso il processo di CUSTOMER ENGAGEMENT si stimala il coinvolgimento del cliente nell’esprimere pareri, opinioni, nel dare il proprio attivo contributo, attraverso la sui rete di relazioni (social network) e premiando determinati comportamenti.

In questo ambito si inseriscono le numerose attività di promotion sempre più innovative, campagne di ingaggio sulla clientela delle aziende, volte a stimolare e premiare i comportamenti consumatori finali.

Vengono ideate campagne di behavioral marketing basate sulla mappatura dei comportamenti in modo da cogliere il momento più favorevole per trasformare l’interesse del cliente in acquisto vero e proprio (conversion rate). Alcuni esempi sono: meccaniche di ingaggio multicanale, brand activation (operazioni di instant win, instant gratification e altri tipi di operazioni a premi in cui il cliente, a fronte di semplici comportamenti, riceve un immediato compenso: semplici giochi di abilità (inventa il nuovo marchio), photo & draw contest.

In altri casi vengono costruiti Loyalty Program più articolati e complessi: digital o mobile couponing, operazioni di gamification.

Il livello più complesso è naturalmente quello del Digital CRM: Creazione e gestione di comunità, dem, big data analysis, social caring.

In generale si può dire che il Customer Engagement stimola la relazione emozionale che scaturisce in un comportamento d’acquisto.

Customer Engagement –> Fidelizzazione –> Vendite

La CUSTOMER EXPERIENCE, invece, è più volta a rafforzare il brand, l’immagine e l’idemntotà della azienda in modo che vengano percepiti come positivi e forti. In questo caso è molto importante che il brand sia unico, dotato di segni distintivi che il cliente riconosce e dai quali ricava una esperienza positiva, unica.

Il percorso esperienziale del cliente avviane in diversi percorsi e va colto in ogni momento: dalla ricerca o rilascio di recensioni, al confronto dei prezzi , all’acquisto, fino ale fasi di assistenza tecnica e post vendita.

Customer Experience –>Immagine –>Reputazione –> Brand Awareness

customer experience

CONTINUA A LEGGERE
1 2 3 4