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Local SEO: il SEO per le attività locali

Il local SEO è uno speciale sottoinsieme di attività di ottimizzazione per i motori di ricerca dedicato alle attività locali, in cui il rapporto con il territorio e la geolocalizzazione sono fattori determinanti per il successo dell’impresa.

Un ristorante, un bar, un negozio di prossimità, uno studio di professionisti che opera localmente sono alcuni esempi di attività d’impresa legate ad una specifica localizzazione geografica. Normalmente, un utente che cerca questi tipi di servizi, specifica nei motori di ricerca sia il servizio che l’area geografica di suo interesse: questi dunque sono gli elementi che contraddistinguono le keyword legate al local SEO.

In particolare, le attività di local SEO si stanno rivelando sempre più importanti a fronte dell’incremento delle ricerche su dispositivi mobili: sono in una città, cerco un ristorante (di cui non conosco il nome), perché quel che mi interessa è che sia vicino al punto in cui mi trovo e, possibilmente, sia accompagnato da buone recensioni.

Oggi come oggi, quindi, per tutte quelle micro, piccole e medie attività che offrono servizi a livello locale, rispondere a queste ricerche gestendo attività di local SEO è fondamentale per migliorare la propria presenza online e offline: dunque per farsi trovare dagli utenti interessati.

Non basta quindi avere un sito web (molte realtà locali non hanno nemmeno quello): bisogna innanzitutto fare tutto ciò che serve per farsi trovare, attirando correttamente gli utenti sul proprio sito e fornendo tutte le informazioni necessarie per restituire agli utenti Questo è possibile lavorando bene con la Local SEO.

Naturalmente ci sono già moltissime aziende con una buona presenza sul web, per questo è necessario allinearsi alla concorrenza non solo a livello di core business (strategie commerciali, pricing, offerta ecc) ma anche sul fronte delle attività di digital marketing.

Ecco i fattori essenziali per realizzare un’attività di Local SEO:

  • CREARE E VALORIZZARE IL SITO WEB

 

Innanzitutto bisogna avere un sito web che descriva in modo dettagliato l’attività commerciale. Molte realtà, infatti, si limitano ad avere un semplice profilo Facebook cui rimandano i visitatori provenienti dai motori di ricerca.

Il profilo Facebook è senz’altro utile, bisogna averlo e utilizzarlo per interagire in tempo reale con i clienti, ma il sito web istituzionale è indispensabile per comunicare le informazioni sull’attività, i contatti, gli aggiornamenti, le recensioni: è la carta di identità dell’azienda, la base su cui appoggiare poi tutte le altre attività di digital marketing.

 

  • PROFILI SOCIAL

 

Abbiamo detto che molte realtà locali si limitano ad avere un profilo Facebook senza adottare un vero e proprio sito web. In realtà le due cose non si escludono a vicenda, anzi si completano.

Le ricerche a livello locale non vengono effettuate solo su Google, ma anche su Facebook

 

La pagina Facebook, inoltre, è un luogo di forte e immediata interazione con i clienti di un’azienda ed è un valido ambito in cui esercitare il cosiddetto “caring” dei clienti, attraverso, ad esempio, la chat. I clienti che manifestano un motivo di disagio o di insoddisfazione lo fanno spesso utilizzando i social network: rispondere puntualmente ai clienti in ambiente social mostra a tutto il mondo come l’azienda, in caso di errori che possono capitare a qualsiasi realtà, abbia consapevolezza delle proprie aree di miglioramento e cerchi di porvi rimedio.

 

Nel caso in cui l’attività commerciale presenti argomenti sempre nuovi (ad esempio eventi) vale la pena dotarsi anche di profili Twitter e Instagram, utili per mostrare velocemente foto e video e per interloquire con tipi di pubblico diversi da quello di Facebook, ad esempio i più giovani.

 

Infine anche Linkedin merita una menzione, più per le attività di tipo specialistico (avvocati, notai, specialisti in qualsiasi disciplina) che per chi ha attività legate al tempo libero come ristoranti e pub, a meno che non si voglia usare la propria pagina Linkedin per discutere con i colleghi di settore in un rapporto B2B.

 

 

  • PROFILO GOOGLE MY BUSINESS

 

Google mette a disposizione una scheda chiamata Google My Business che può essere descritta come uno spazio sintetico ma efficace di visibilità su questo motore di ricerca, strettamente collegato con Google Maps.

La scheda My Business è totalmente gratuita: basta farne richiesta nell’area My Business fornendo l’indirizzo della sede legale dell’attività: dopo circa 10 giorni verrà recapitato via posta un codice che l’esercente utilizzerà per attivare la propria scheda, dopo di che la stessa sarà visibile a fronte di una ricerca su Google.

La scheda contiene le informazioni più importanti dell’attività: descrizione del business, indirizzo, orari di apertura, numero di telefono, sito web e indicazioni per raggiungere la sede sfruttando Google Maps.

In più è possibile pubblicare dei brevi post e ricevere le recensioni degli utenti.

 

 

  • RECENSIONI LOCAL ENGAGEMENT

 

Uno dei principali fattori di ranking per la Local SEO sono le recensioni. Un’attività commerciale che mostra un numero significativo di recensioni su Google, ha maggiori possibilità di risultare tra i primi risultati della SERP nelle ricerche locali

 

Le buone esperienze di chi è già stato cliente sono ancora oggi la migliore pubblicità che si possa fare ad una attività.

Le recensioni possono essere ottenute in modo “passivo” attendendo che utenti soddisfatti e volenterosi lascino spontaneamente la loro testimonianza, ma anche “stimolate” attraverso la gestione di una vera e propria attività di Social Engagement.

La prima cosa da fare per ottenere recensioni è prevedere una pagina dedicata ai commenti all’interno del sito web istituzionale.

Anche la scheda My Business prevede uno spazio per le recensioni (Google, a sua volta, può invitare a lasciare un commento quando, tramite gps attivo su dispositivo mobile, “capisce” che l’utente ha frequentato un determinato locale.

Nella scheda My Business è molto importante rispondere subito alle recensioni. Inoltre, gli utenti possono interloquire tra di loro: è molto importante per i titolari dell’attività commerciale controllare sempre i contenuti di questa sezione.

 

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Content Management - Risorse - Social Media - Web Marketing

All Marketing Web presenta: Local marketing per ristoranti e locali

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Tecniche SEO: 5 regole per migliorare il posizionamento del tuo sito web

Tecniche SEO: è possibile sintetizzare la vasta disciplina che ruota intorno al SEO in un singolo post? Certamente no, ma qui vogliamo dare un assaggio del tema a chi vi si accosta per la prima volta con un breve elenco, sintetico ma certamente non esaustivo, di 5 semplici regole da seguire per raggiungere un miglior posizionamento di un sito web.

Il SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme delle tecniche (contenuti, copywriting, link ecc) che consentono ad un sito di posizionarsi in modo soddisfacente nelle prime pagine (o nella primissima pagina) dei motori di ricerca, grazie alla qualità dei contenuti ed indipendentemente dal fatto che sia in atto una campagna di acquisizione del traffico a pagamento (Adwords).

Le tecniche SEO, quindi, compongono una macro struttura, in continua evoluzione, e vanno pianificate e organizzate in una vera e propria strategia a breve, medio e lungo termine.

 

1) Creare contenuti genuini

Al centro di ogni mezzo di comunicazione, e quindi anche di un sito web o di una newsletter, ci sono i contenuti, gli argomenti che i nostri utenti target cercheranno per informarsi e prendere decisioni.

I lettori si aspettano di imparare qualcosa di nuovo da quello che leggono: bisogna quindi sforzarsi di creare contenuti genuini, che possano portare valore aggiunto, e non semplicemente replicare cose già viste e sentite. E’ vero che molti argomenti meritano di essere ripresi e non sempre si trovano temi completamente nuovi, soprattutto in ambito tecnico. Tuttavia, anche in merito a temi già trattati, è sempre meglio documentarsi da più fonti e rendere il proprio testo più critico e genuino possibile.

 

2) Scegliere accuratamente le parole chiave

E’ una fase più delicata ma indispensabile dell’attività di SEO (e dia ltre attività di digital marketing, come Adwords).

La prima cosa da fare è individuare l’obiettivo che si vuol raggiungere con il sito o una delle sue pagine: essere raggiunti da visitatori interessati ad un determinato argomento. Bisogna quindi immedesimarsi nei visitatori target e immaginare quali parole digiterebbero sui motori di ricerca per arrivare proprio al nostro sito.

Ogni utente, a parità di interesse verso un determinato argomento, è diverso: può essere più o meno esperto della materia, avere più o meno tempo, conoscere i termini appropriati o meno. Per questo bisogna provare a mettersi nei panni dei vari tipi di utenti target.

Tipicamente, a seconda del tipo di utente, si presentano tre macro ordini di parole chiave:

  • Parole esatte/specifiche, utilizzate da coloro che conoscono già molto bene il prodotto o il servizio ricercato: in questo caso si tratta di parole rilevanti ma molto ambite (perché incontrano un utente presumibilmente già ricettivo) e quindi sottoposte a maggiore competizione.
  • Parole della Coda Lunga (Long Tail): parole o set di parole più generiche o più di nicchia: si tratta di un repertorio di parole molto vasto, nonostante ogni parola, essendo di nicchia, attiri l’interesse di pochi (ma attenti) visitatori. L’insieme di tutti i visitatori di tutte le parole della coda lunga può tuttavia rappresentare un immenso traffico, con minori concorrenti.
  • Concatenazioni di parole che indicano un’azione che l’utente potrebbe compiere: ad esempio: come aumentare il fatturato, come trovare nuovi clienti ecc. In questo caso si dà risposta a chi esprime un bisogno e non sa che il nostro prodotto o servizio è in grado di soddisfarlo. Glielo comunichiamo con il nostro sito.

Un aiuto nella ricerca delle parole chiave adatte viene da alcuni strumenti online come Adwords di Google (che nasce come strumento per impostare per campagne a pagamento) e Google Trends, che mostra i volumi di ricerche legate a qualsiasi tipo di parola (non solo legata al mondo del business). Un altro strumento, esterno a Google, è SeoZoom.

 

3) Adottare gli accorgimenti tecnici del SEO copywriting

Il testo scritto deve attirare l’attenzione del visitatore e non deve mai essere troppo lungo. Il linguaggio deve essere scorrevole e facilmente comprensibile. Se bisogna fare approfondimenti su determinati argomenti, è meglio mettere dei link che indirizzano i lettori interessati ai focus, evitando così di distrarre anche chi non è interessato.

E opportuno dividere il testo in paragrafi, per rendere la lettura più scorrevole, introducendo anche dei titoli H2.

Poiché il lettore web è spesso un lettore frettoloso, è meglio spiegargli fin da subito a quale conclusione si arriverà con il testo o cosa si vuole dimostrare: se interessato, il lettore proseguirà la lettura attraversi gli approfondimenti. Questo metodo di esposizione degli argomenti viene chiamato “piramide rovesciata” ed è mutuato dalla scrittura giornalistica.

 

4) Utilizzare correttamente i tag

I tag html sono informazioni del codice che aiutano gli spider di Google a comprendere meglio e più velocemente i contenuti di una pagina web.

Ve ne sono di vari tipi e quelli importanti ai fini SEO sono:

  • Tag Title, cioè il tag legato al titolo della pagina web. E’ importante partire bene fin dal titolo, facendo capire a Google (e a chi legge) di cosa si parlerà nel testo in questione. Un buon modo per incominciare è dividere il titolo in due parti attraverso i due punti: nella prima parte mettiamo le parole chiave più importanti (es. Tecniche SEO) nella seconda una sorta di sottotitolo che spiega meglio la prima parte (5 facili regole per migliorare il posizionamento)

 

  • Meta Tag Description: si tratta della parte di codice relativa al campo descrizione, una sorta di anteprima del testo che segue: 5 semplici regole da seguire per raggiungere un miglior posizionamento del tuo sito web

 

  • Stili di testo: formattazione, tag di intestazione (da H1 per il titolo, a H2 per i sottotitoli fino a H7 in base al grado di importanza delle informazioni date

 

  • Url parlante: deve contenere le parole chiave presenti nel titolo, nella descrizione e nel testo. Se il sito è complesso e contiene diversi argomenti, vale la pena organizzare questi contenuti in cartelle distinte, in modo che gli utenti interessati ad un determinato tema vengano indirizzati alla corretta cartella.

 

  • File PDF , immagini e link: è opportuno ottimizzare anche i nomi dei file PDF e delle immagini, che possono essere presenti tra i risultati di ricerca

 

 

5) Porre attenzione ai contenuti accessori al testo

Spesso un articolo è accompagnato da immagini, info grafiche, video, file pdf, link ad altri siti.

Anche questi elementi contribuiscono a rendere l’argomento nuovo, ricco, genuino e utili ed importante denominarli correttamente affinché anch’essi diano il loro contributo a migliorare il posizionamento SEO del sito.

Nel caso si parta da un sito nuovo, vale la pena pensare anche al dominio in ottica SEO. Si consiglia di utilizzare un nome non troppo lungo, facile da ricordare, senza trattini e altri caratteri speciali. Indispensabile, inoltre, assicurare la corrispondenza tra le parole utilizzate per comporre il nome del dominio e gli argomenti trattati dal sito che rappresenta.

Un altro punto da ricordare è che i motori di ricerca favoriscono un più alto posizionamento ai siti con una più lunga storia e che si sono, nel tempo, mantenuti aggiornati con regolati interventi di aggiornamento.

 

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Intelligenza Artificiale e apprendimento automatico: usarli per migliorare i servizi

L’Intelligenza Artificiale è un tema di grande attualità e il cui sviluppo ci aiuta a svolgere con maggiore facilità moltissime azioni, anche nel business. E’ utile conoscerne le applicazioni in campo Digital perché potranno aiutarvi a sviluppare le vendite, migliorare i servizi e ad avere un vantaggio competitivo sui vostri concorrenti.

Un primo punto di questo vasto tema che è l’Intelligenza Artificiale è il Machine Learning, o Apprendimento Automatico, sempre più adottato dalle aziende per  migliorare i servizi, prodotti e offerte.

In pratica con l’apprendimento automatico si insegna alla macchina (ad esempio al computer – che così com’è è solo in grado di rispondere a degli input con determinati output ma non ha in sé la capacità logica di confrontarsi con un problema, vagliare diverse ipotesi, confrontare scenari e proporre soluzioni) ad imparare dalle esperienze (intese come casi o problemi affrontati in passato), ragionare sui dati statistici ottenuti e trovare la migliore soluzione possibile.

La differenza tra un normale computer e una macchina che apprende sta nella programmazione: nel computer il programmatore inserisce istruzioni affinché per ogni tipo o combinazione di input vengano prodotti output o combinazioni di output.

Quindi nel computer abbiamo questa sequenza, programmata a priori: input à output.

In una macchina dotata di apprendimento automatico l’obiettivo (output) viene raggiunto in piena autonomia, risolvendo problemi, senza l’intervento dell’umano, e migliorandosi man mano, imparando cioè dai propri errori proprio come normalmente accadere negli esseri umani.

L’apporto del programmatore, in questo caso, avviene nella prima fase aggiungendo man mano input e informazioni in modo che la macchina abbia gli strumenti per fare valutazioni e proporre soluzioni.

Vi è poi un secondo tipo di contributo da parte del programmatore ed è quello delle correzioni: la macchina, soprattutto all’inizio, potrebbe sbagliare. Grazie all’apporto di soluzioni corrette la macchina capisce velocemente come fare in futuro.

In questa fase il programmatore è accompagnato anche da esperti di matematica e statistica: l’obiettivo infatti è far sì che la macchina anticipi la soluzione e quindi sia in grado di produrre modelli predittivi sullo sviluppo di qualsiasi possibile scenario.

Per il business disporre di modelli predittivi è utilissimo: a fronte di un’operazione non sarà più necessario aspettare e sperare nei risultati, ma si potrà gestire ogni operazione commerciale proprio sulla predizione dei risultati attesi.

Oggi conosciamo bene alcune applicazioni diffuse dell’apprendimento automatico nelle macchine: i risultati dei motori di ricerca, la Voice Search, le raccomandazioni dei prodotti (chi ha acquistato questo prodotto ha anche acquistato quest’altro oggetto), le chat bot (assistenti virtuali) più evolute.

Oggi qualsiasi azienda può (e deve) avvicinarsi ai concetti di Intelligenza Artificiale e introdurli nel proprio business. In ogni azienda, infatti, si utilizza dati per prendere decisioni. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale aiuta l’umano a prevedere anche soluzioni cui l’umano potrebbe non pensare, ampliando le sue possibilità e creando un ventaglio di offerte e proposte molto più ampio e diversificato.

Tutto questo in tempi velocissimi e con la possibilità di adattare le scelte man mano che si raccolgono i risultati.

Una applicazione sempre più diffusa è quella degli assistenti virtuali. Oggi le aziende hanno collaboratori nel Customer Care che forniscono assistenza telefonica, o via mail o chat e, a fronte di ogni problematica presentata dal cliente, propongono soluzioni in base alle regole dell’azienda (ad esempio in campo di garanzia e assistenza tecnica) o sulla base di soluzioni già presentate in passato. L’operatore umano ha tempi di risposta dettati anche dall’organizzazione aziendale o dalla sua esperienza in azienda e questi tempi potrebbero rivelarsi lunghi rispetto all’urgenza manifestata dal cliente, creando disservizi.

L’assistente virtuale invece riesce ad intervenire laddove statisticamente si sono già risolti determinati problemi in un determinato modo e può farlo in qualsiasi momento, 24 ore su 24, quindi anche di notte, nel weekend o il giorno di Natale,  e in qualsiasi luogo: sul sito dell’azienda, o sulla pagina aziendale su un social network, presentatosi laddove è il cliente con il suo problema.

L’umano può quindi concentrarsi su altre problematiche, non gestibili dalla macchina, aiutando meglio e in tempi più rapidi i clienti in difficoltà e fornendo quindi un miglior servizio e trasformando i problemi in opportunità di vendita e massima soddisfazione dei clienti.

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Trovare nuovi clienti con le nuove tecnologie

Trovare nuovi clienti con le nuove tecnologie rappresenta un passo importante e decisivo per le aziende che vogliono espandersi adottando strategie digitali e utilizzando nuove tecnologie.

Oggi le nuove tecnologie stanno influenzando i comportamenti dei consumatori: se gestite un’azienda e volete mantenere alto e in continua ascesa il vostro volume d’affari, contando su una base clienti attiva e in crescita, dovrete tenerne conto.

Una delle tecnologie che più influiscono sui novi comportamenti d’acquisto è rappresentata dagli smartphone, con i quali si può ormai fare quasi tutto: navigare on line, acquistare, prenotare, fare operazioni di home banking, gestire i propri profili social, leggere mail, chattare, lavorare e se necessario anche telefonare.

Per trovare nuovi clienti è quindi necessario essere pronti per incontrarli sullo smartphone, mentre navigano e consultano i siti web attraverso il loro dispositivo.

Secondo una recente ricerca commissionata dall’agenzia web americana Bronto, oltre l’82% dei millennial (cioè di età tra i 18 e 34 anni) e il 67% di coloro che fan parte della così detta Generazione X (tra i 35 e i 55 anni) acquista abitualmente prodotti e servizi utilizzando il proprio smartphone.

Le persone consultano il web attraverso lo smartphone anche quando sono fisicamente nei negozi, per confrontare i prezzi dei prodotti e leggerne le recensioni. Inoltre, si sta diffondendo l’abitudine di effettuare ricerche di prodotti e servizi attraverso procedimenti “vocali” che, superando i diversi browser e la necessità di concentrasi sulla scrittura delle parole, consentono di fare ricerche web mentre si sta facendo altro.

Tutti hanno uno smartphone in tasca, e per chi vuole fare business essere nelle tasche dei potenziali clienti – presentando la propria offerta nel modo giusto e al momento giusto – è indispensabile.

La prima cosa da fare è assicurarsi che il proprio sito sia responsive, cioè progettato per garantire la migliore usabilità su qualsiasi dispositivo: notebook, tablet e smartphone.

In secondo luogo, nell’ambito delle strategie digitali adottate per acquisire nuovi clienti, è opportuno pensare ad una strategia di mobile marketing specifica che consideri l’interazione tra tutti i possibili touch point, online ma anche offline.

Uno di questi è l’apertura delle mail da mobile: in Italia il 75% della popolazione che scambia mail le apre da dispositivo mobile. Le campagne e-mail, quindi, devono essere pensate soprattutto per chi aprirà e leggerà la mail da mobile: grafica responsive, testi sintetici e ben visibili, call to action chiare ed efficaci.

Inoltre, chi acquisisce un’informazione via mobile (mail ecc) è più propenso a condividerla con altri, ad esempio via whattsapp: viene quindi garantita una maggiore e rapida propagazione delle azioni verso nuovi potenziali utenti e questo contribuisce a trovare nuovi clienti.

Grazie alle app o a soluzioni come i QR code e i beacon, è possibile mettere in piedi strategie di mobile marketing molto coinvolgenti per il consumatore, in cui la distinzione tra ambienti fisico e virtuale è irrilevante. E’ importante anticipare il consumatore presentandogli soluzioni ai suoi bisogni di informazione.

Innanzi tutto è importante esserci, essere sempre presenti in tutti i possibili punti del customer journey. Ed essere presenti in modo efficace, fornendo informazioni utili in quel momento al visitatore attraverso la predisposizione di contenuti pertinenti e rilevanti. La customer experience dovrebbe essere fluida, immediata, efficace. Ogni campagna, poi, va misurata accuratamente in modo da indirizzare le attività successive verso i target che si sono rivelati maggiormente recettivi e interessati agli argomenti proposti.

A tal proposito vale la pena puntualizzare come la comunicazione abbia, a questo punto, un aspetto bidirezionale: l’azienda comunica, poi misura i comportamenti (impression, click, click through rate, lead generati, vendite, interazioni social) e analizza il ritorno dei risultati, infine restituisce nuove comunicazioni sempre più rilevanti.

Le analisi forniscono tutti gli elementi per trovare nuovi clienti attraverso la profilazione degli utenti mobile costruendo servizi e prodotti personalizzati, che daranno agli utenti la migliore esperienza di navigazione e d’acquisto.

Un esempio di ottima interazione è dato dalle “flash sales”, offerte limitate a pochi momenti (ore, massimo giorni), spesso indirizzate a cluster di clienti con determinate caratteristiche (in base ai risultati delle analisi viste prima) che vengono notificate via mail o via app (push notification): l’utente viene avvisato – con una mail ma molto più spesso con un alert dell’app – che è appena partita una iniziativa promozionale per lui e che ha poco tempo per approfittarne. L’elemento “urgenza” gioca un ruolo fondamentale nel garantire una rapida e importante conversione dei click in ordini. Questo contribuisce certamente a trovare nuovi clienti.

 

 

 

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Content Management - Risorse - Social Media

Trasformare i visitatori in clienti: 5 regole per convertire i visitatori del tuo sito in clienti

Trasformare i visitatori in clienti è l’obiettivo di tutte le aziende che gestiscono il proprio sito e lo considerano uno dei principali fattori per il loro successo.

I clienti non sono solo coloro che acquistano un prodotto o un servizio: sono tutti gli interlocutori di cui una attività imprenditoriale o sociale ha bisogno per creare una relazione reciprocamente costruttiva: rientrano nel mondo dei clienti, quindi, tutti i colori che manifestano una azione attesa a fronte di un input: non solo l’acquisto di un prodotto o si un servizio a fronte della presentazione della loro offerta commerciale (prezzo, promozione, condizioni di vendita), ma anche la registrazione ad una newsletter, l’espressione di un commento, l’indicazione di un like.

Trasformare i visitatori in clienti significa quindi ottenere la risposta attesa a fronte di una azione realizzata sulla landing page di un sito.

Ecco come puoi trattenere i tuoi clienti, migliorare la tua reputazione sui social network e far aumentare il tuo fatturato.

1) Fornisci informazioni complete e corrette

Sappiamo che uno dei fattori che rendono fluido il percorso di navigazione dall’atterraggio sulla landing page al completamento dell’ordine è la completezza e delle informazioni. Nel percorso di navigazione, infatti, i visitatori “accumulano” man mano informazioni che alla fine li convincono a completare l’acquisto, diventando così clienti.

Queste informazioni sono, ad esempio, la descrizione del prodotto estesa e sintetica, il prezzo, la disponibilità a magazzino, i tempi di consegna, le spese di consegna, le informazioni sulla garanzia, le immagini (e i video) del prodotto.

Tutto questo può sembrare scontato, ma sono invece molto frequenti i casi in cui una o più di queste informazioni mancano o sono evidentemente scorrette (prezzo di un cavetto: 1 milione di euro, lunghezza del cavo: 0 cm; una data passata come data di presunta consegna ecc ecc).

Per trasformare i visitatori in clienti è importante quindi effettuare tutti i controlli possibili, soprattutto in corrispondenza di quelle pagine su cui si punta molto, ad esempio quelle che contengono un prodotto in promozione, comunicato attraverso una newsletter o una campagna social.

Oltre alle informazioni incomplete o evidentemente erronee, ricordiamo che bisogna fare attenzione anche alla completezza delle stesse. Le spese di consegna, ad esempio, sono un fattore decisionale fondamentale nel processo d’acquisto. Ometterle all’inizio del ercorso per poi presentare la sorpresa alla fine non aiuta la conversione, anzi favorisce l’abbandono del carrello e del sito

2) Riduci al minimo i passaggi necessari al completamento dell’ordine

Non aggiungere link nella landing page (se proprio necessario meglio aprire layer in pagina), poiché potrebbero essere fonte di distrazione e indurre il visitatore a lasciare la pagina o il carrello.

Questa buona pratica vale in ogni step del percorso di navigazione, ma soprattutto nella fase conclusiva, quando l’utente finalmente si trova in cassa.

Se per completare l’ordine è necessario effettuare una registrazione, fai in modo che vengano richieste solo poche indispensabili informazioni, funzionali al completamento dell’operazione di vendita, come ad esempio l’indirizzo, la mail, il numero di cetllulare per contattare il cliente in caso di necessità. Rimanda, eventualmente, ad un secondo momento la richiesta di altre informazioni, non strettamente necessarie all’ordine in sé ma all’arricchimento qualitativo del tuo daabase (età, sesso, preferenze, settore azienda ecc).

Questi accorgimenti ti aiuteranno a trasformare i visitatori in clienti soddisfatti e propensi a ritornare sul tuo sito.

3) Ottimizza il tuo sito per i browser più comuni e per il mobile

Fai in modo che l’esperienza di navigazione del tuo visitatore sia positiva qualsiasi sia il browser che sta utilizzando. Ricorda che Chrome è utilizzato in Italia dal 65% dei navigatori internet: il restante traffico del web utilizza Safari, Explorer, Firefox e altri browser più di nicchia ma comunque importanti.

Considerazioni analoghe e forse ancora più indispensabili valgono per la navigazione da smartphone: il traffico da mobile è in ascesa e sta superando quello da desktop: per trasformare i visitatori in clienti non puoi trascurare questo aspetto.

4) Usa i social media per aumentare le vendite

I marchi attivi sui social media sono più facili da memorizzare e vengono quindi percepito come più vicini ai clienti, soprattutto perché offrono la possibilità di interagire facilmente e velocemente attraverso le chat e le interazioni che i social network in sé contengono.

Grazie ad una specifica strategia che sviluppi i tuoi contenuti anche sui social media riuscirai a trasformare i visitatori in clienti. Facebook, Instagram, Twitter, e LinkedIn sono ormai ambiti indispensabili dove essere presenti, dove promuovere la tua immagine, i tuoi prodotti, i tuoi servizi. Non dimenticare Youtube per pubblicare i video dei tuoi prodotti. I canali social sono luogo di condivisione all’interno delle comunità: incoraggia i tuoi clienti a lasciare sui tuoi prodotti, servizi, o sull’esperienza di acquisto che han fatto sul tuo sito e facilitane la diffusione sulle varie piattaforme attraverso una strategia di social media marketing dedicata.

5) La gente acquista esperienze, non prodotti

Questa è una citazione dall’intervento di Shantanu Narayen; CEO di Adobe, nel Summit che si sta tenendo in questi giorni a Londra (3 e 4 maggio 2018).

Rendi l’esperienza di navigazione e di acquisto memorabile: dai la massima importanza al design e all’esperienza estetica e sensoriale per il tuo visitatore. Se riuscirai a catturare la sua attenzione, la suo memoria, le sue emozioni, riuscirai a trasformare i visitatori in clienti.

 

 

 

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Social Media Marketing: perchè è importante per PMI e professionisti

Il Social Media Marketing è uno dei più potenti strumenti di Marketing per ogni tipo di azienda, di qualsiasi dimensione e specializzazione, per la grande e media azienda ma anche e soprattutto per le PMI, le micro imprese e i liberi professionisti.

Gli strumenti del Social Media Marketing potenti ma in continua evoluzione ed è quindi necessario conoscerli bene, scegliere quelli più adatti alla propria attività e rimanere sempre aggiornati sulle nuove tendenze.

I social media sono importanti perché contengono al loro interno infinite comunità di consumatori e di aziende. Grazie ai tool che ciascuna piattaforma mette a disposizione dei clienti business, è possibile identificare i giusti set di attività per i giusti cluster di clienti e interlocutori cui sono rivolti i propri prodotti e servizi.

Ogni piattaforma presenta caratteristiche peculiari adatte per intraprendere determinati percorsi commerciali e di visibilità. L’ideale è, dopo aver compreso in cosa si differenzia ciascun social media, identificare gli strumenti idonei e creare infine una strategia integrata tra i vari mezzi.

Linkedin, la piattaforma dei professionisti e del mondo del lavoro

Incominciamo con Linkedin, il social network dedicato al business dove i professionisti interagiscono per commentare tematiche legate principalmente al mondo del lavoro e dove domanda e offerta di competenze professionali si incontrano.

Linkedin è senz’altro una delle piattaforme più indicate per le piccole imprese e i professionisti. Innanzitutto perché è forse la piattaforma più verticale: il mondo “privato” è trattato solo nella misura in cui è rilevante a fini commerciali, di marketing, o statistici, ma solo in misura minima come tematica riguardante le conversazioni tra privati. Per un’azienda B2B, quindi, Linkedin è senza dubbio la piattaforma ideale in cui attivare una campagna di Social media Marketing.

Per essere visibili su questo network sono disponibili diversi tool (Advertise on Linkedin). I più importanti sono:

  • Annunci di testo sponsorizzati: banner testuali che vengono pubblicati sulla spalla destra. L’azienda ha a disposizione uno spazio testuale e la possibilità di mostrare il proprio logo
  • Display banner su spalla destra: in questo caso è possibile utilizzare un’immagine (ad esempio una grafica tratta da una campagna istituzionale già in corso) e rimandare su una landing page del sito dell’azienda
  • Pubblicità nativa (native advertising): è un testo che viene pubblicato nel feed di Linkedin, tra altri post che il lettore sta leggendo e pertanto pertinente sulla base del profilo del lettore: il risultato atteso è un livello di interesse da parte di quest’ultimo elevato, in grado di generare lead di qualità e creare relazioni utili con potenziali clienti
  • Messaggi Inmail sponsorizzati: mail con messaggi personalizzati indirizzate a cluster profilati, utili per generare tassi di conversione alti

A livello organico vale la pena ricordare la possibilità, piuttosto recente, di postare video. Può essere quindi molto utile pubblicare video dei prodotti o dei servizi della propria azienda utilizzando il profilo di uno o più dipendenti (ad esempio il titolare, il responsabile marketing o il social media manager) per creare interesse all’interno delle varie comunità presenti su Linkedin.

Facebook, il più grande social network al mondo

Un’altra piattaforma in cui è indispensabile impostare una campagna di Social Media Marketing è Facebook.

In Italia 34 milioni di persone e aziende hanno un profilo o una pagina Facebook (con un aumento del 10% rispetto al 2017; fonte Digitalic) e accedono alla piattaforma prevalentemente con un dispositivo mobile.

Le aziende si presentano di solito con una pagina dedicata in cui pubblicano regolarmente contenuti sui loro prodotti (attraverso post e video) e in cui interagiscono con gli utenti.

La pagina Facebook aziendale è sempre più un ambito di Caring del cliente e di conseguenza anche un luogo in cui valutare le opinioni che i clienti hanno dell’azienda e le loro recensioni sui prodotti e sui servizi (anche quelle negative).

Per le piccole e micro imprese e per i professionisti Facebook rappresenta quindi un luogo di conversazione e interazione diretto con il proprio pubblico importantissimo e di grande interesse.

E’ molto semplice pubblicare e manutenere una pagina aziendale su Facebook, ma è essenziale garantire contenuti sempre aggiornati e in modo continuativo. E’ molto utile interagire costantemente con gli utenti rispondendo entro poche ore alle loro richieste e risolvendo rapidamente i loro problemi.

E’ inoltre molto utile predisporre dei contenuti che aiutino i clienti a risolvere autonomamente eventuali problemi (ad esempio bottoni “contattaci” o “acquista ora” per i siti di e-commerce, numeri di telefono e contatti ben evidenti ecc).

Naturalmente, anche Facebook, come Linkedin, mette a disposizione moltissimi spazi per l’adv sponsorizzata (Facebook Business), sia per desktop che per mobile, sia con banner grafici che con native advertising. I tool per realizzare campagne adv sono molto semplici e intuitivi, ed è possibile fare anche micro campagne da 2€ al giorno.

Instagram, la piattaforma in rapida crescita

Instagram è tra le piattaforme social che hanno riscontrato i maggiori tassi di crescita negli ultimi mesi. È un social network molto dinamico e molto utilizzato da un target di utenti giovane.

I contenuti sono in formato immagine e video ed è possibile taggare i contenuti dei post in modo che gli utenti seguano gli argomenti di loro interesse rappresentando così comunità profilate e rilevanti con cui le aziende possono interagire.

Instagram è una piattaforma molto utile per i professionisti, soprattutto per coloro che operano in settori legati alla grafica, alla fotografia, all’immagine, perché attraverso la pubblicazione continuativa dei loro lavori e delle loro immagini, corredandoli con commenti e hashtag, possono attrarre l’interesse di un’utenza giovane e ben profilata.

 

 

 

 

 

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Channel Marketing - E-commerce - Risorse - Web Marketing

Le 3 principali differenze nella User Experience di siti B2B e B2C

In Italia si stanno finalmente sviluppando siti dedicati al canale B2B, canale di business dove il target è spesso orientato a sua volta alla rivendita di prodotti ai consumatori finali. E’ molto importante avere ben presenti le principali differenze esistenti tra i due canali quando si progetta un sito web.

I bisogni e gli obiettivi dei due tipi di utenti sono molto diversi e di conseguenza la User Experience.

1) Fase decisionale: il target business normalmente necessita di tempi lunghi e valutazioni ponderate e condivise prima di effettuare un acquisto. Nel B2C, invece, si punta proprio alla velocità, se non all’impulso d’acquisto, del consumatore.

Per questo motivo bisogna pensare a contenuti molto diversi a seconda del target: nel caso del B2B i visitatori hanno bisogno di tantissime informazioni ed eventualmente di poter contattare uno specialista (via chat o telefono) per ottenere ulteriori chiarimenti.

Questo target, infatti, ha ben presente quali sono le sue esigenze ma non sempre sa quali prodotti o servizi possono soddisfarle.

In un sito B2B si dà una buona Customer Experience quando si indirizza correttamente ciascun visitatore alle migliori soluzioni.

E’ quindi importante conoscere bene la relazione tra esigenze e prodotti e creare questo legame durante la navigazione. Per far questo sono molto utili contenuti ricchi come schede tecniche approfondite, guide all’acquisto, video, ebook, demo, recensioni, tabelle comparative, informazioni sulle compatibilità.

E’ molto utile rendere disponibile un configuratore, in modo da aiutare i visitatori a selezionare opportunamente i prodotti necessari a soddisfare i propri bisogni.

 

Poiché spesso la decisione d’acquisto spetta a più persone (rivenditore e suo cliente, team di progetto, management ecc) è molto utile dotare le schede tecniche di strumenti di condivisione (link a Facebook, Linkedin, Whatsapp, Mail)

 

2) Canale di vendita: nel B2C la vendita è diretta all’end user, mentre nel B2B possono essere necessari più passaggi: dal produttore, al rivenditore (o a più rivenditori concatenati), all’utilizzatore finale.

Il sito B2B deve parlare a tutti i livelli e considerare anche le esigenze dell’end user, come ad esempio fornendogli i manuali d’uso, le informazioni sulla garanzia, il supporto post vendita.

E’ molto utile inoltre riportare casi concreti di successo, in cui ciascun portatore di interesse possa riconoscersi. Condividere la propria esperienza con i futuri clienti aiuta inoltre a creare o a rafforzare la brand awareness evidenziando la professionalità di cui i clienti hanno bisogno.

 

3) L’importanza del servizio: molti prodotti venduti sul canale B2B sono prodotti complessi che richiedono servizi di configurazione, installazione e manutenzione. Mentre per un privato questa esigenza è piuttosto limitata (ad esempio nel caso dell’acquisto di elettrodomestici) pe i beni produttivi il servizio tecnico può diventare una leva indispensabile nella decisione d’acquisto. Non sempre è possibile pubblicare un listino prezzi unico: quando i servizi non sono standardizzati ma su misura è opportuno prevedere dei moduli “preventivo” che l’azienda invierà ai clienti interessati o l’apertura di chat o di chiamate skype (questo metodo è molto utile anche nelle interazioni B2C, si veda ad esempio la gestione del customer care da parte di Amazon).

 

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Acquisire nuovi clienti: come farlo in 4 semplici mosse

Attirare nuovi clienti sul proprio sito web è fondamentale per mantenere una base di clientela continuativa e sempre più allargata
Ecco un semplice piano in 4 mosse adottato da un nostro cliente, operante nel mondo dei traslochi, grazie al quale ha attirato in poco tempo nuovi clienti dal web:
1) attività keyword su Google = acquisto e posizionamento keyword legate all’attività caratteristica (traslochi); monitoraggio traffico dato l’obiettivo inziale di avere un trend di traffico in crescita
2) attività social su Facebook = sponsorizzazione annunci su profili rilevanti (in questo caso 25-55 anni, residenti in area Milano est, dove opera il nostro cliente)
3) tracciamento clienti provenienti da web: per monitorare la conversione delle visite sul suo sito in richieste di preventivo (e poi possibilmente richieste di trasloco) abbiamo inserito negli annunci un codice promo del valore del 5% sul preventivo. Esempio: codice SCONTOTRASLOCO. A coloro che chiamavano citando questo codice veniva applicato un extra 5%
4) passaparola: Promozione “presenta un amico”: per coloro che, oltre a richiedere un preventivo per sè stessi, presentavano un amico, veniva concesso un ulteriore sconto del 5%, valido per 12 mesi.
Il costo delle campagne varia naturalmente in base a quante keyword acquistate, per quanto tempo, o quanti profili Facebook raggiunti.
Siamo partiti da un budget di base, ad esempio 150€settimanali e, in un mese, il nostro cliente ha ricevuto 15 richieste di preventivo (di cui 8 trasformate in ordini) accompagnate dal codice promo, a testimonianza che il lead è arrivato dalla campagna web realizzata.
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Costo di acquisizione del cliente (CAC): che cos’è e come si calcola

Il costo di acquisizione del cliente (CAC):è il prezzo che un’azienda deve pagare per acquisire nuovi clienti.

Nella sua formula più semplice può essere inteso come somma totale dei costi per acquisire clienti (comunicazione, agenti, promotori ecc) diviso numero totale dei clienti.

Spesso viene confuso con il CPA, ovvero il costo per azione, che invece rappresenta il costo da pagare per ogni azione intrapresa dai clienti, quindi anche quelli già acquisiti e tornano a fare transazioni.

L’importanza del CAC nell’e-commerce

Il costo di acquisizione di nuovi clienti rappresenta una delle più importanti metriche nell’e-commerce, insieme a ciclo di vita del cliente. Se gestisci vendite online, infatti, dovrai calcolare il ritorno dell’investimento (ROI) delle tue campagne marketing, non solo monitorando la conversione del traffico in ordini, ma anche avendo ben presente come tali ordini appartengano a clienti e come si comportano questi ultimi.

Il CAC, quindi, dovrà generare un valore legato al Ciclo di Vita del cliente:

l’obiettivo è quindi massimizzare questo rapporto:

Ciclo di vita del cliente (LTV)

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Costo di acquisizione del cliente (CAC)

Una campagna marketing è tanto più efficace quanto maggiore è questo rapporto.

 

L’obiettivo è quindi quello di definore campagne marketing scalabili (per non ricominciare sempre da capo e salvaguardare i risultati già acquisiti) che massimizzino il rapporto LTV:CAC.

Come calcolare il CAC per il tuo negozio online
La formula per calcolare il CAC è:

MCC + W + S + PS + O

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CA

Dove:

CAC = costo di acquisizione del cliente

MCC = Costo Campagne Marketing (in base

W = Wages marketing and sales (stipendi dei team di marketing e vendite)

S = costo del Software (piattaforma ecommerce, marketing automation, A/B Testing, Analytics ecc)

PS = Professional Services (consulenze di sviluppo e grafiche)

O = Other costs (altri costi).

CA = Total customers acquired = numero totale clienti acquisiti

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