I siti di commercio elettronico si trovano sempre di fronte al dilemma “traffico a pagamento” versus “traffico gratuito”. Naturalmente tutti vorrebbero essere in grado di attrarre, fin da subito, così tanto traffico spontaneo da non dover investire budget pubblicitario in mezzi di comunicazione on line come motori di ricerca (google, yahoo, msn …), programmi di affiliazione (tradedoubler, zanox, clickpoint …) e siti di comparazione dei prezzi e delle condizioni di vendita (kelkoo, trovaprezzi, ciao.it …): tutti mezzi che attraggono migliaia di visitatori ogni giorno, piuttosto ben profilati (il tasso di conversione si assesta normalmente intorno al 2% perchè chi proviene da questi siti ha di solito in mente di effetturare un acquisto) ma che comportano ingenti spese, spesso non legate poi alle performance di fatturato ma solamente al numero di click prodotti.
Tuttavia, questo è il punto di partenza obbligatorio per molti siti e-commerce.
L’obiettivo di un sito deve però essere quello di emanciparsi progressivamente da questi costi e da questo tipo di traffico, per incontrare sempre più un diverso tipo di visitatore: spontaneo e proveniente da siti che non ricevono compensi per il traffico che riescono ad attrarre. Se pensiamo che la fase che spesso precede l’acquisto è quella della raccolta di informazioni, risulta chiaro che i siti istituzionali dei produttori diventano punto di partenza di una navigazione che, una volta fornite le necessarie specifiche sul prodotto, può trasformarsi in vendita se l’utente si è opportunamente convinto. Un esempio viene fornito dal sito di samsung: sul sito istituzionale italiano di questo importante brand vengono fornite tutte le indicazioni tecniche dei prodotti offerti: si tratta probabilmente delle informazioni originali, assolute, cui si ispirano tutti i siti e i negozi che rivendono gli spessi prodotti. Cosa avviene normalmente? Una volta apprese le informazioni di interesse, l’utente cerca l’area dedicata ai rivenditori, il cosidetto “dove acquistare”, e individua il negozio più vicino. Molti marchi come Samsung hanno capito che dal momento in cui l’utente prende nota di questo recapito, al momento dell’eventuale acquisto, possono succedere molto cose che distraggono il cliente: il prodotto potrebbe non essere reperibile, oppure sul punto vendita potrebbero esserci promozioni di marchi concorrenti più allettanti: tutte “distrazioni” che possono compromettere la vendita di quel prodotto. Se osservate il sito di Samsung, invece, noterete che è messo ben in evidenza il bottone “acquista on line”, che rimanda ad un nuovo dominio: http://samsungstore.monclick.it/
Analizzando attentamente questo url vediamo che si tratta di un dominio di terzo livello di un noto sito e-commerce: monclick : probabilmente questo rivenditore mette a disposizione di Samsung la propria struttura commerciale per massimizzarne le vendite on line: traffico spontaneo, interessato ai prodotti, e soprattutto gratuito! Se si dispone di una struttura logistica e commerciale già esistente e rodata, questa è una opportunità che molti siti potrebbero avere per migliorare le proprie performance di fatturato.
Che bel post !!! Molto interessante e stimolante.
Volevo scrivere un commento ma è venuto troppo lungo. Ho quindi scritto una risposta sul mio blog che sintetizzo qui.
io penso che le campagne di un sito di E-Commerce debbano rispondere ad una esigenza: quella di trovare una persona interessata in quel preciso momento a performare una azione e la cui risposta è dentro la nostra attività a prescindere dalla risorsa pubblicitaria da noi utilizzata (campagne di advertising, di branding o di blogging, Organic, Cost per Click, Cost per Impression, etc.).
Il seguito - se interessa - è qui Ecoweb.blogspot.com
[…] bibliografiche Fonte: AllMarketingWeb.com - L’indirizzamento del traffico dai siti del brand ai siti di e-commerce del 9 luglio 2007 Daniel Broche - ecommerce: Panorama des approches technologiques des contenus web - 2 maggio […]