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Se avete un sito web, un programma di invio di newsletter e e-mail marketing, non potete a questo punto fare a meno di attivare anche un flusso RSS. L’acronimo RSS (Really Simple Syndacation) indica una struttura di feed adatta a contenere notizie, a loro volta divise in sezioni che si alimentano costantemente e autonomamente. Con un sistema di feed RSS, i visitatori di un sito web possono scegliere il set di informazioni da ricevere periodicamente in forma sempre aggiornata: non è più necessario saltare da un sito all’altro o ricorrere al motore di ricerca per ricevere le informazioni: in poche parole: non è l’utente a cercare la notizia, ma è la notizia a trovare l’utente!

Per argomenti come notizie, sport, spettacoli, pubblicazioni on line o blog, i benefici della implememtazione di un RSS sono evidenti: fornire informazioni aggiornate agli utenti, anche quando non stanno navigando, è una efficace fonte di attrazione del traffico. Ma anche nel campo del business, il flusso RSS può rappresentare un buon modo per mantenere un brand o una societa’ nella mente dei propri clienti o consumatori.

Benefici degli RSS
“E’ un ottimo modo per rimanere in contatto,” afferma Thomas Harpointner, CEO di AIS Media, una societa’ di fornitura di servizi web per realta’ piccole e medie.”Non sostituisce l’attività ndi e-maili marketing, ma la rafforza”.
Oltre a permettere il mantenimento del contatto con i clienti, gli RSS danno benefici alla indicizzazione delle pagine del sito web e lo aiutano nel ranking. Molti utenti, inoltre, preferiscono ricevere i feed degli RSS invece di iscriversi ad una newsletter, perchè in questo caso non sono costretti a lasciare informazioni anagrafiche personali.

L’importanza dei contenuti

E’ molto importante fornire, negli RSS, feed sintetici, precisi, che vadano subito al dunque, altrimenti si corre il rischio di perdere gli utenti sottoscrittori.

Informazioni sui nuovi prodotti, annunci di vendite e naturalmente offerte promozionali sono buoni esempi di argomenti validi ai fini degli RSS. E’ inoltre importante che i testi contengano un invito all’azione che spinga l’utente a visitare il sito.

Come creare un feed RSS
IL servizio di implementazione degli RSS puo’ essere erogato da una societa’ di consulenza (come Allmarketingweb), ma, per incominciare, ci sono anche strumenti in open source o dal costo contenuto che consentono di partire subito con un buon flusso di RSS.

In questo articolo volevo parlare di indicatori di redditività negli investimenti di web marketing.
Come in tutti i tipi di investimenti, anche nel campo delle spese per web advertising bisogna fare i conti con i risultati attesi e ottenuti da questi investimenti. L’indicatore di redditività per eccellenza è il ROI (Return On Investment) che indica il rapporto tra risultato e costo. Tale risultato puo’ essere il valore degli ordini ottenuti a seguito di una determinata spesa per web advertisig, oppure il numero di visitatori attratti. Il primo interessa in particolare gli operatori commerciali, i siti cioe’ che oltre a fornire infornazioni, sono in grado di vendere on line attraverso un apposito carrello. In questo caso l’ordinato (valore degli ordini acquisiti dall’operatore) è a sua volta il risultato della conversione del traffico (visitatori) in ordini.
Esempio:
spesa per web advertising (ad esempio campagna banner su un portale): 10.000€
numero visitatori (unique visitors = u.v.) : 100.000
tasso di conversione: 1,5%
numero ordini –> 1500
valore medio ordini –> 500€
valore ordinato –> 750.000 €
ROI = 750.000 / 10.000 = 75€ … per ogni euro speso in comunicazione sul web, l’attività commerciale ha fatturato 75€

Quando si progetta un sito, informativo o di commercio elettronico, una degli obiettivi più importanti da porsi è che questo sia usabile, cioè navigabile senza ostacoli. L’utente deve cioè poter trovare facilmente ciò che sta cercando, una informazione o un prodotto da acquistare. E’ importante quindi che chi progetta un nuovo sito si ponga questo obiettivo. Nel 2000 è stato pubblicato un testo dedicato a questo tema: Don’t make me think, di Steve Krug: Non farmi pensare: sembra essere l’implorazione che l’utente lancia, affinchè il suo processo di navigazione non sia troppo complesso dal punto di vista intellettuale! Tradotto in italiano nel 2001, è ancora un testo di grande attualità. Recita Krug: “quando guardo una pagina web essa dovrebbe essere autoevidente. Ovvia. Autoesplicativa”. E’ inoltre fondamentae che prima e durante il lancio di un sito si faccia un controllo di usabilità attraverso opportuni test. Esistono numerose tecniche, definite in base all’obiettivo che ci si pone (lancio nuovo sito? miglioramento?) e al campione di riferimento. Quest’ultimo rappresenta un aspetto importante, e va definito non solo in base al target medio di utenti, ma anche a eventuali utenti prospect.

Nielsen//NetRatings ha da pochissimi giorni comunicato i dati ufficiali relativi allo scenario Internet in Italia nel mese di marzo 2007 per l’utenza casa e ufficio.
Nel mese di marzo, gli utenti che si sono connessi al Web almeno una volta nel mese da casa o dal luogo di lavoro sono stati 18,8 milioni, contro i 17,9 dello scorso anno: un incremento quindi del 5%. La navigazione ha ormai una frequenza quasi giornaliera e il tempo dedicato al Web cresce: al momento l’internauta medio trascorre sul web circa 1 ora e 20 minuti. Il web diventa quindi un ambiente con alto traffico e, tendenzialmente, alta propensione alla raccolta di informazioni e all’acquisto. L’offerta di video online e di altri contenuti in streaming sta proficuamente cavalcando la nuova tecnologia. Segni di questa innovazione sono i successi dei siti del Web 2.0, non solo dei siti di video online come YouTube, ma anche dei motori di ricerca sociali come Wikipedia e Second Life.
Essere sul web diventa una condizione imprescindibile per esistere agli occhi dei consumatori.

Alcuni anni fa gli abitanti di New York si svegliarono con la città letteralmente tappezzata di adesivi a forma di farfalla: in pochi minuti si capì che il portale di Microsoft MSN voleva comunicare qualcosa, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica. L’amministrazione comunale di NY non gradì l’iniziativa, ma il risultato fu che tutti parlarono di MSN. Anche se oggi i modi per attirare l’attenzione si sono evoluti, possiamo dire che quella campagna Microsoft fu l’antenata di quella che oggi chiamiamo “viral marketing”: parlatene, nel modo che volete, ma parlatene. Lasciate, soprattutto, che ne parli la gente. Le marche escono dallo scaffale e intercettano la gente per la strada, al lavoro, non piu’ solo sul giornale, o alla telvisione.L’importante è riuscire a raggiungere il proprio target in maniera non convenzionale e innescare virus comunicativi in grado di replicarsi spontaneamente. E il passaparola diventa cosi’ il nuovo mezzo di comunicazione di massa, spesso piu’ autorevole dei mezzi tradizionali, come avviene ad esempio con i blog. Questi progetti rappresentano un passo avanti nella sollecitazione di contenuti generati dai consumatori e creano le premesse per quella che potrebbe essere chiamata pubblicità open-source.